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Pechino blinda il confine nordcoreano

· Aumentata la sorveglianza per prevenire altre crisi ·

La Cina si starebbe preparando a una possibile crisi in Corea del Nord, aumentando la sorveglianza al confine con il paese guidato da Kim Jong Un. E, tra le misure, sarebbe previsto anche bunker a difesa di esplosioni nucleari o chimiche. È il risultato di una accurata indagine condotta dal quotidiano «The Wall Street Journal» su siti web governativi cinesi e dopo avere interpellato diversi esperti.

Il leader nordcoreano  Kim Jong Un

Tra i provvedimenti che Pechino starebbe valutando figurerebbe l’istituzione di un nuovo gruppo militare a difesa dei confini e un sistema di video-sorveglianza aerea nelle zone montuose di confine. La Cina avrebbe anche dislocato unità alla frontiera e, nell’area, ha compiuto esercitazioni tra giugno e luglio, per preparare i militari ad affrontare una crisi. Il ventaglio delle ipotesi prese in esame — indica il giornale — comprenderebbe anche l’eventuale occupazione di alcuni territori nord-coreani. Ufficialmente, Pechino ha sempre escluso la possibilità del ricorso all’opzione militare per risolvere la crisi al 38° parallelo, ma voci sull’invio di soldati al confine con la Corea del Nord erano emerse già nei mesi scorsi, anche se successivamente smentite dal fonti del ministero della difesa. Riguardo ai timori odierni di un nuovo lancio missilistico nordcoreano (oggi a Pyongyang si festeggia il 64° anniversario dell’armistizio che il 27 luglio del 1953 concluse la guerra di Corea), l’intelligence di Seoul ha reso noto di non avere rilevato «chiari elementi» per un imminente test. Lo ha confermato un portavoce del comando di stato maggiore sudcoreano. La scorsa settimana, secondo quanto riferito dalla Cnn in base a fonti ufficiali del Pentagono, è stato rilevato lo spostamento di un trasportatore mobile e lanciatore di vettori vicino a Kusong, base di lancio dei missili sulla costa nordoccidentale della Corea del Nord.

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17 settembre 2019

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