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Patrono dei poveri

· Il cardinale Ezzati inviato papale in Salvador per il centenario della nascita di monsignor Romero ·

Soprattutto i poveri già lo chiamano «san Romero d’America», perchè riconoscono in lui «un martire della speranza»: il centenario della nascita dell’arcivescovo salvadoregno, assassinato il 24 marzo 1980, non è stata una celebrazione del passato ma un vero e proprio atto di speranza per la giustizia e la pace che ha abbracciato tutti i popoli latinoamericani. 

Lo ha affermato l’inviato speciale di Papa Francesco, il cardinale cileno Ricardo Ezzati Andrello, celebrando la messa per il beato Óscar Arnulfo Romero nella cattedrale di San Salvador martedì 15 agosto, solennità dell’Assunta, proprio a cento anni esatti della nascita, avvenuta nel 1917.

Romero, dunque, è «martire della speranza» che dà speranza «ai poveri del continente, alla nostra cara Chiesa, a tutti coloro che lottano per la giustizia, la riconciliazione e la pace», ha detto il cardinale. In lui, ha aggiunto, tutte le persone calpestate nei loro diritti e nella loro dignità riconoscono un patrono. Il martirio del vescovo, ha denunciato infatti il porporato, non è stato causato soltanto dalle pallottole, ma è continuato anche «dopo la sua morte per l’incomprensione, la maldicenza, la calunnia». E con questa lotta di speranza per la vita il Papa è con voi — ha assicurato il cardinale Ezzati Andrello rivolgendosi all’intero popolo salvadoregno — e vi esorta a umanizzare e a condividere con giustizia lo sviluppo del vostro paese e vi invia la sua benedizione apostolica». Dal cardinale poi l'auspicio che «il martirio di monsignor Romero continui a portare frutti abbondanti di comunione ecclesiale, di riconciliazione e di solidarietà tra i salvadoregni, per edificare una società giusta». 

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25 marzo 2019

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