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Pastore del mondo ma parla a ciascuno

· Come i media internazionali raccontano i giorni di Papa Francesco in Brasile ·

Se in questi giorni di fine luglio gli occhi del pianeta sono puntati sul “pastore del mondo”, lo si deve anche all’imponente impegno dei media internazionali che seguono, passo dopo passo, con sincera curiosità e autentico interesse, il primo Pontefice latinoamericano nella storia della Chiesa cattolica in occasione del suo viaggio in Brasile. Dalle parole improvvisate ai gesti concreti; dai contenuti ai silenzi; dalla commozione ai sorrisi.

Sui media latinoamericani, ma non solo, grande spazio ha avuto, ad esempio, il discorso che Papa Francesco ha pronunciato all’ospedale San Francesco di Assisi di Rio contro la liberalizzazione delle droghe. È il caso dell’apertura di testate come quella dei brasiliani «O Globo» (Em hospital na Tijuca, Papa discursa contra a liberalização das drogas) e «Publico», o dell’argentino «Clarín» (El Papa visitó a adictos al crack y rechazó la “liberalización” del consumo de drogas), come anche dei pezzi degli inviati John Allen («National Catholic Reporter»: Pope decries “dealers of death,” opposes drug legalization) e Jonathan Watts («The Guardian»: Pope in Brazil warns against legalising drugs), solo per citarne alcuni. Al monito, però, si è affiancata la mano tesa, quella offerta da Papa Francesco «a tutti voi che lottate contro la dipendenza chimica», giacché la Chiesa «non è lontana dalle vostre fatiche, ma vi accompagna con affetto». L’augurio — ricordano ancora i media — è quello di imparare ad abbracciare chi è nel bisogno.

«Per i non cattolici la presenza di Papa Francesco — dice il sociologo brasiliano Ignacio Cano al quotidiano italiano «Avvenire» — mi sembra che venga vissuta con un sottile imbarazzo: molti si sentono quasi a disagio per il loro Paese. Vorrebbero presentare al Pontefice un Brasile diverso, non lacerato dal malgoverno, dalla corruzione, da una vergognosa impunità».

Ampio spazio ha ricevuto dai media internazionali anche la visita e l’omelia pronunciata dal Pontefice al santuario mariano di Aparecida, dove ha consacrato il suo pontificato alla Vergine. Il quotidiano francese «la Croix», ad esempio, nel suo lungo dossier dedicato alla gmg, ha variamente sottolineato la devozione mariana del Papa, confermata da quest’ultima visita. La stampa ha dato ampio spazio anche ai contenuti dell’omelia, senza che però ritornasse un tema dominante: i diversi media, infatti, ne hanno sottolineato passaggi diversi. Grande risonanza ha avuto anche l’accenno relativo al 2017: al termine della messa, infatti, Papa Francesco ha manifestato il desiderio di tornare ad Aparecida in occasione del trecentesimo anniversario del ritrovamento della statuetta della Madonna. Moltissime infine le foto pubblicate e le immagini trasmesse del Pontefice con la statuetta della Madonna nera, la cui devozione è legata alla sofferenza del popolo afroamericano.

E se su «Le Monde» Stéphanie Le Bars ha scritto che a Rio «Francesco rafforza la sua immagine di “Papa buono”», il settimanale polacco «Polityka» ha intervistato il teologo Frei Betto: «Nei discorsi del Papa che sentiremo in questi giorni scopriremo il messaggio della speranza e dell’incoraggiamento ai giovani per costruire un mondo più giusto».

Su  «Il Sole 24 Ore» l’arcivescovo Bruno Forte scrive: «Come a Lampedusa, anche qui il Papa venuto dalla fine del mondo accende i riflettori dei media e dei cuori sui più poveri e abbandonati». Il Papa argentino di famiglia italiana — chiosa Hildegard Stausberg su «Die Welt» nell’articolo intitolato  Franziskus’ Feuertaufe (“La prova del fuoco per Francesco”) — «da un punto di vista emotivo sembra fatto per il Brasile: è così come molti brasiliani e latinoamericani si immaginano un vero sacerdote: cordiale, compassionevole e diretto». E scrive Tobias Käufer sullo stesso giornale: «Una cosa si capisce già ora: la visita di Francesco sarà caratterizzata da immagini fortemente simboliche. Il Papa vuole inviare un segno, che lascerà tracce profonde nell’America latina».

Del resto, un riscontro dal mondo digitale  dell’interesse che Bergoglio è capace di suscitare nelle persone — sia credenti che non credenti — è dato da Twitter. Basti qualche esempio: i follower di @Pontifex in lingua spagnola hanno oltrepassato la soglia dei tre milioni (superando così i follower in lingua inglese), mentre l’account nel suo complesso conta oltre sette milioni. Un dato quest’ultimo che fa del Papa il secondo leader mondiale più seguito in assoluto, dopo il presidente Barack Obama. Bergoglio, però, è primo per numero di retweet: undicimila (di media) contro i duemilatrecento dell’inquilino della Casa Bianca, a dimostrazione di quanto le sue parole siano capaci di produrre una preziosa eco nelle menti e nei cuori di tutti. Il pastore del mondo ha veramente qualcosa da dire per tutti.

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