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Passo in avanti
sulla crisi nel Donbass

· Intesa per un vertice tra Mosca e Kiev ·

Importante e sostanziale passo in avanti per mettere fine al sanguinoso conflitto nel Donbass, nell’est dell’Ucraina. Ieri sera è stato firmato un accordo a Minsk, capitale della Belarus’, che apre la strada a ulteriori negoziati per fare tacere le armi.

Militari nel Donbass

La firma è avvenuta nel corso dell’incontro del Gruppo di contatto trilaterale per la normalizzazione della crisi (composto da rappresentanti di Ucraina, Russia e dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), come è stato confermato in una conferenza stampa dal Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’accordo — denominato Formula di Steinmeier — prevede l’organizzazione di elezioni locali libere e democratiche nei territori occupati in cambio della concessione di uno statuto speciale per il Donbass.

Il Governo del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato di essere disposto ad andare avanti nei negoziati di pace. «Ora nulla ostacola un vertice con Russia, Francia e Germania, la cui data verrà annunciata presto», ha dichiarato il capo dello Stato.

L’accordo, ha spiegato Zelensky, rimuove gli ostacoli con Mosca e permette finalmente di convocare il vertice nel cosiddetto Formato Normandia, in cui si incontrerà per la prima volta, faccia a faccia, con il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Anche se probabilmente è presto per parlare di svolta, la novità è sostanziale, specie nel quadro di un conflitto che dura ormai da troppo tempo. Il Formato Normandia racchiude il quartetto dei paesi chiamati a vigilare ed attuare gli accordi di Minsk (del 2015) e comprende, oltre a Ucraina e Russia, anche Francia e Germania.

La recente elezione di Zelensky ha senza dubbio impresso un nuovo impulso ai negoziati di pace, che sotto Petro Poroshenko erano ormai in stallo. Ora, però, anche alla luce del recente scambio di prigionieri fra Mosca e Kiev, la musica è cambiata. Nelle scorse settimane, il vertice fra i leader del quartetto sembrava ormai a un passo, ma tutto si è arenato sull’approvazione, o meno, della cosiddetta Formula di Steinmeier, che prende il nome dall’attuale presidente tedesco ed ex ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.

Proposto a Parigi nel 2015, il piano prevede, appunto, che venga concesso uno status speciale al Donbass in conformità agli accordi di Minsk e che entri in vigore in determinate aree delle regioni di Donetsk e Lugansk su base temporanea il giorno delle elezioni locali, diventando permanente solo dopo che l’Osce abbia certificato la legalità del voto.

L’intesa su questo modo di procedere sembrava essere stata trovata, salvo poi un’improvvisa retromarcia di Kiev. Da qui lo stop del Cremlino al vertice dei leader. «A Putin non interessa vedersi per vedersi», ha più volte spiegato da Mosca il portavoce del presidente.

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17 novembre 2019

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