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Verso la verità

· Il volto del sofferente ·

Si svolge dal 22 maggio a Torino il Convegno dell’Ufficio Nazionale della Pastorale della Salute. Nel suo intervento l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, ha sottolineato che la potenza manifestatasi nella risurrezione di Gesù trasfigura il volto del sofferente e lo rende luce e speranza per tutti i sofferenti della terra e per quanti, credendo nel Figlio di Dio crocifisso e vittorioso, vogliano mettere con lui la propria vita al servizio del Padre e degli uomini. 

Cristo Pantocratore (mosaico, XII secolo, Cattedrale di Cefalù)

La vittoria di Pasqua chiama i discepoli del servo sofferente a render ragione della speranza che è in loro con dolcezza e rispetto per tutti, facendosi luogo dell’irruzione dell’altro, offertosi a noi come grazia e promessa nel triplice esodo del Figlio dell’Uomo. Al suo esodo deve corrispondere il nostro: sul piano personale ed ecclesiale ciò esige che siamo disponibili all’iniziativa dell’Eterno; servi per amore, pronti a vivere il discernimento di ciò che lui ci chiede. I discepoli del risorto, ha aggiunto, sono chiamati in primo luogo a porre l’iniziativa di Dio in Gesù Cristo al centro della loro vita e del loro annuncio. «Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia — ha affermato il cardinale Joseph Ratzinger in un intervento di poco precedente la sua elezione alla cattedra di Pietro — sono uomini che attraverso una fede illuminata e vissuta rendano Dio credibile in questo mondo. La testimonianza negativa di cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di lui, ha oscurato l’immagine di Dio e ha aperto la porta dell’incredulità. Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini» (Subiaco, 1° aprile 2005).

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27 maggio 2019

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