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Passi
verso la pace

· Seoul pronta a sospendere le manovre militari con Washington ·

La portaerei nucleare USS Ronald Reagan (U.S. Navy)

Ulteriore passo in avanti per la pace nella penisola coreana. Dopo l’intesa di ieri a Singapore tra Donald Trump e Kim Jong-un sulla denuclearizzazione nordcoreana, la Corea del Sud ha aperto all’ipotesi di sospendere le manovre militari congiunte con gli Stati Uniti nella regione. Esercitazioni che si tengono ogni anno e che il regime di Pyongyang ha definito come «una prova di invasione della Corea del Nord». A Singapore, spiazzando anche il Pentagono, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la fine delle manovre («costose e provocatorie», ha detto Trump). Una decisione che — sottolineano autorevoli analisti politici — equivale a una grossa concessione da parte di Washington al regime nordcoreano. E con l’obiettivo di contribuire al dialogo, Seoul ha confermato oggi che il governo sudcoreano sta seriamente valutando la possibilità di mettere fine alle esercitazioni. Lo ha reso noto il portavoce dell’ufficio di presidenza, Kim Eui-kyeom. «Crediamo — ha dichiarato — che vi sia la possibilità di considerare varie vie per favorire ulteriormente il dialogo fino a quando vi saranno seri colloqui tra Stati Uniti e Corea del nord per la denuclearizzazione della penisola e il conseguimento della pace».

La questione sarà al centro dei colloqui che oggi il segretario di stato americano, Mike Pompeo, terrà a Seoul con le autorità sudcoreane. Successivamente Pompeo si recherà a Pechino, dove — oltre agli esiti del vertice di Singapore — affronterà con i dirigenti cinesi le tensioni commerciali tra i due paesi legate alla questione dei dazi. Riguardo al vertice di Singapore, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, lo ha definito «un’importante pietra miliare verso la pace sostenibile e la denuclearizzazione completa e verificabile della penisola coreana».

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