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Passi di pace colombiani

· Il presidente Santos e il leader delle Farc s’incontrano all’Avana e annunciano un’intesa definitiva entro sei mesi ·

Il più annoso conflitto armato nell’America Latina, quello che si protrae da oltre mezzo secolo tra il Governo di Bogotá e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), sembra finalmente volgere al termine, dopo un negoziato già durato quasi tre anni con la mediazione di Cuba e Norvegia. 

La stretta di mano tra il presidente colombiano, quello cubano e il leader delle Farc (Reuters)

Le due parti sono infatti riuscite a rimuovere l’ultimo significativo ostacolo che si frapponeva a un’intesa finale, la cui firma — è stato annunciato — dovrà avvenire entro il 23 marzo del 2016. Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, e il comandante delle Farc, Rodrigo Londoño Echeverri, lo hanno confermato ieri durante una cerimonia all’Avana, in presenza del presidente cubano Raúl Castro. Domenica scorsa, dopo la preghiera mariana dell’Angelus recitata all’Avana, Papa Francesco aveva rivolto il pensiero «all’amata terra di Colombia, consapevole dell’importanza cruciale del momento presente, in cui, con sforzo rinnovato e mossi dalla speranza, i suoi figli stanno cercando di costruire una società pacifica». L’accordo prevede un’ampia amnistia per i reati politici e la creazione di una “giurisdizione speciale per la pace" — con magistrati colombiani assistiti da giuristi stranieri — che dovrà processare gli imputati per gli altri crimini, compresi quelli di lesa umanità. «È la prima volta nella storia che un Governo e un gruppo armato illegale creano un sistema di questo tipo, dentro al proprio sistema giudiziario nazionale», ha detto Santos, precisando comunque che l’accordo sarà sottoposto al giudizio degli elettori colombiani. Il comandante delle Farc, da parte sua, ha sottolineato che il sistema giudiziario creato per garantire che non vi sia impunità al termine di un conflitto tanto lungo dovrà occuparsi non solo della guerriglia, ma anche degli altri protagonisti delle violenze, come le forze di sicurezza e le organizzazioni paramilitari.

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