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Progressi tra Ue e Cina
ma senza documento finale

· I nodi commerciali frenano la dichiarazione scritta anche se per la prima volta la conferenza stampa è congiunta ·

Conferenza stampa finale del summit Ue-Cina (Afp)

Il summit economico tra l’Unione europea e la Cina si è concluso senza la prevista dichiarazione finale comune. Tuttavia, agli occhi degli analisti, l’incontro segna una vicinanza nuova tra Bruxelles e Pechino. Il presidente del consiglio Ue, Donald Tusk, lo ha definito senza mezzi termini «il più promettente summit della nostra storia». E, se è vero che non c’è stato un documento finale scritto, c’è stata però la conferenza stampa congiunta, che rappresenta già una novità. Tusk, il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il primo ministro cinese, Li Keqiang, hanno ribadito gli impegni comuni sul cambiamento climatico, il giorno dopo l’annuncio di Trump sull’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi. Si rivendica la «comune responsabilità sul futuro del pianeta e delle prossime generazioni». Ma sono poi emersi i temi che ancora marcano la distanza tra le due potenze economiche globali: il problema del dumping, la capacità di produzione di acciaio cinese, il mancato riconoscimento a Pechino dello status di economia di mercato. «Su questo le distanze si sono accorciate ma non ci siamo ancora», ha detto Juncker. Le divergenze sulle relazioni commerciali restano consistenti e hanno impedito che si adottasse formalmente un qualsiasi documento scritto. In una breve conferenza stampa, però, i tre protagonisti del vertice hanno ribadito la volontà di rafforzare i legami, al di là delle divergenze. Una relazione stabile fra Europa e Cina — ha sottolineato il premier Li Keqiang — «permette di rispondere all’instabilità attuale del mondo». E «di fronte a una situazione internazionale con fattori di instabilità, le relazioni fra Ue e Cina devono rimanere stabili e consolidarsi senza sosta».

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21 agosto 2019

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