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Passa in Burundi
la riforma costituzionale

· L’opposizione contesta i risultati del referendum ·

Il presidente Pierre Nkurunziza al seggio elettorale (Reuters)

I cittadini del Burundi hanno approvato a larga maggioranza la riforma costituzionaleI cittadini del Burundi hanno approvato a larga maggioranza la riforma della Costituzione che potrebbe consentire all’attuale presidente Pierre Nkurunziza di ricoprire questa carica fino al 2034. Il sì ha ottenuto il 73,2 per cento dei voti, il no il 19,3 per cento. L’opposizione ha contestato il risultato denunciando il clima di paura e il sospetto di frode elettorale. Il successo schiacciante era prevedibile sia perché Nkurunziza continua a godere di un certo prestigio presso le popolazioni rurali sia perché da tre anni il regime ha represso duramente le voci dissidenti. La nuova Costituzione consente dunque al capo dello Stato, al potere dal 2005, di candidarsi, dopo la fine del mandato attuale nel 2020, per due mandati successivi. Anche se finora non c’è stato nessun annuncio ufficiale, non c’è ombra di dubbio sulle sue intenzioni per gli anni a venire. Nel corso dell’ultima campagna elettorale nel 2015, Nkurunziza aveva promesso che sarebbe stato questo il suo ultimo mandato, per poi fare marcia indietro nel 2016, quando aveva annunciato che si sarebbe presentato per un quarto mandato nel 2020 se «il popolo lo chiedeva». Elevatissimo il tasso di partecipazione a questa consultazione elettorale — al 96,4 per cento — il che dimostra secondo gli oppositori che i burundesi si sono recati alle urne per votare in modo massiccio mossi dalla paura. L’ex leader dei ribelli hutu Agathon Rwasa ha annunciato di non riconoscere questo risultato, ritenendo che «il processo elettorale non è stato libero, indipendente, trasparente e ancor meno democratico», a causa delle «intimidazioni e pressioni» esercitate sulla popolazione dal potere.

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