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Partita interna
per Tsipras

· ​Sciopero dei dipendenti pubblici ·

Ora la partita vera si gioca in casa. Si annuncia molto complicato il compito per Alexis Tsipras, il premier greco che ha firmato l’accordo con i creditori Ue per un piano da 86 miliardi di aiuti, il terzo dalla crisi economica, in cambio di pesanti riforme. Il suo partito, Syriza, è spaccato, con la fronda più radicale fortemente contraria all’intesa con l’Europa. 

Anche il partito di destra Anel, alleato di Governo di Tsipras, ha forti perplessità sul supporto parlamentare. Ma a rendere bene il clima politico greco sono soprattutto le parole dell’ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ex braccio destro del premier, che infatti ha parlato apertamente di «tradimento». In effetti — ha detto Varoufakis in un’intervista — «malgrado lo schiacciante “no” dei greci al referendum, Tsipras ha accettato il fatto che qualsiasi fosse stata la posizione dei creditori, lui non li avrebbe sfidati». Il Parlamento greco è chiamato a votare le riforme previste dall’accordo tra oggi e domani. Lo scetticismo prevale. Divampa intanto il malcontento della popolazione greca. Il sindacato greco che rappresenta i dipendenti del settore pubblico (Aedy) ha invitato i propri iscritti a scioperare domani per 24 ore in segno di protesta contro il nuovo accordo. 

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20 novembre 2019

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