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Partire
dall’umanità del Vangelo

· Il prete di oggi in un libro di Giovanni Ferretti ·

Presa di coscienza, discernimento, identità, traduzione: sono parole chiave nella riflessione sul prete di Giovanni Ferretti (Essere prete oggi. Meditazioni sull’identità del prete, Torino, Elledici, 2017, pagine 166, euro 9). Nato in Piemonte ottantaquattro anni fa, l’autore guadagna dalla propria biografia intellettuale una proposta lucida e originale. Sacerdote della diocesi di Torino dal 1957, don Ferretti si è cimentato in una vita di ricerca che l’ha spinto fuori dai confini delle istituzioni ecclesiastiche, professore di Filosofia teoretica dell’Università degli Studi di Macerata di cui per sei anni è stato rettore. Si è occupato prevalentemente di filosofia contemporanea, senza però smettere mai di essere un prete che nel confronto col proprio tempo alimenta il radicamento nella tradizione e nel presbiterio.
Riedite, infatti, non sono che limpidissime meditazioni, offerte nel 2009 ai confratelli del clero torinese, integrate alla luce di ulteriori ricerche e del magistero di Papa Francesco. Impressionerà la pacatezza che rende il piccolo libro trasparenza di un uomo riconciliato. Pagine sapienti, non per dire di semplice buon senso, ma appaganti il gusto e l’intelletto nella loro solidità; coraggiose, senza inutile retorica; equilibrate, ma anche radicali: l’anziano dimostra un vigore e una libertà che nel giovane risulterebbero spregiudicati, perché inevitabilmente meno vagliati nell’esperienza.
La presa di coscienza che il testo documenta, approfondendo e ravvivando il dettato conciliare, riguarda il cambiamento d’epoca che sollecita una riforma della Chiesa in chiave missionaria; non solo per una “nuova evangelizzazione”, ma per una “evangelizzazione nuova”, in forme e contenuti. Colpisce, nel realismo che mai cede a un’ingenua esaltazione del nuovo, la serenità con cui l’inedito scenario è definito e accolto. «Sapevamo che cosa erano le missioni in paesi non ancora cristiani e avevamo inventato delle figure di preti missionari ben caratterizzate. Che cosa debba essere un prete missionario nei nostri paesi non più del tutto cristiani, in riferimento a persone che hanno abbandonato la fede o sentono sempre meno la loro appartenenza ecclesiale, non riusciamo ancora a individuarlo in modo chiaro e uniforme. E forse, date le diversità crescenti dei contesti in cui ci troviamo e la rapidità della loro evoluzione, non riusciremo mai più a individuarlo in tal modo».

di Sergio Massironi

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20 maggio 2019

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