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Partecipiamo tutti
al Tempo del Creato

· In una lettera del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ·

«Un invito a unirsi alla famiglia ecumenica per celebrare il Tempo del Creato», quando dal 1° settembre al 4 ottobre di ogni anno, «i cristiani si uniscono in preghiera e azione per prendersi cura della nostra casa comune». È indirizzato ai vescovi cattolici ed è contenuto in una recente lettera del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

Il documento, che porta significativamente la data del 23 maggio, Giornata mondiale della biodiversità, è stato diffuso in occasione del quarto anniversario dell’enciclica di Papa Francesco Laudato si’, per incoraggiare i pastori a celebrare questo tempo, estendendo alle comunità cattoliche l’invito del Dicastero vaticano, cui si sono uniti il Movimento cattolico mondiale per il clima e la Rete ecclesiale panamazzonica (Repam).

«Il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ti invita a considerare in spirito di preghiera la cura del creato come parte della tua responsabilità di guida pastorale»: inizia così la lettera inviata ai vescovi, con l’esortazione ad aderire all’iniziativa ecumenica e l’incoraggiamento «a diffonderla in tutte le parrocchie». La missiva spiega anche che il 1° settembre è stata proclamata Giornata mondiale di preghiera per la Cura del creato da parte del Patriarca Dimitrios i nel 1989 per gli ortodossi e fatta propria da Papa Francesco nel 2015. E il Tempo del Creato inizia proprio in questa data per protrarsi fino al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi.

Durante questo tempo della durata di un mese — spiega un comunicato del Dicastero reso noto oggi, martedì 18 giugno — cristiani in tutti i continenti lavorano per mettere in pratica la Laudato si’. Partecipano agli eventi della comunità per approfondire il loro amore per il Creatore, il creato e gli altri. Gli eventi sono specifici per ogni comunità e vanno dagli incontri di adorazione e preghiera alla raccolta di rifiuti, agli appelli per un cambiamento delle politiche per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius. E poiché queste celebrazioni sono inserite nel calendario annuale delle parrocchie e delle diocesi di tutto il mondo e molte parrocchie stanno già pianificando i loro eventi, la missiva del Dicastero incoraggia i pastori a pianificare e tenere un evento, offre idee per le celebrazioni, come includere nella liturgia la cura del creato, formare comitati per promuovere l’ecologia integrale e partecipare ad attività di advocacy.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web SeasonofCreation.org/it.

È un comitato direttivo ecumenico a suggerire ogni anno un tema per la celebrazione. Quello per il 2019 è «La rete della vita» e rispecchia sia il ruolo degli uomini di custodi del creato sia l’urgente necessità di proteggere il ricco affresco di biodiversità che il Creatore ha tessuto. La perdita delle specie sta accelerando, un recente rapporto delle Nazioni Unite stima che l’odierno stile di vita minaccia di estinzione un milione di specie. Questo significa circa un nono di tutte le specie sulla Terra.

Inoltre l’invito alle comunità cattoliche descrive in modo più completo la connessione tra questo tema e la prossima assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per per la regione Panamazzonica, che è la prima a focalizzare l’attenzione sull’applicazione dell’ecologia integrale. Ed è significiativo che l’assise sinodale inizi il 6 ottobre, subito dopo la fine del Tempo del Creato.

La lettera che incoraggia la partecipazione al Tempo del Creato è firmata da monsignor Bruno-Marie Duffé, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Il cardinale prefetto Peter Turkson in precedenza aveva co-firmato una lettera di sostegno insieme all’arcivescovo di Canterbury, al rappresentante del Patriarca ecumenico Bartolomeo, e a molti altri. Nel testo si affermava che «con l’aggravarsi della crisi ambientale, noi cristiani siamo urgentemente chiamati a essere testimoni della nostra fede agendo coraggiosamente per tutelare il dono che condividiamo. Come recita il Salmo “Al Signore appartiene la terra e tutta la sua pienezza, il mondo e tutti quelli che vi abitano” (Salmo 24: 1-2). Durante questo Tempo del Creato ci chiediamo: nelle nostre azioni onoriamo il Signore come Creatore?».

Il Tempo del Creato è celebrato nell’ambito della famiglia cristiana ecumenica, che include la Comunione Anglicana, la Federazione Mondiale Luterana, il Consiglio Mondiale delle Chiese e l’Alleanza Evangelica Mondiale.

Il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, impegnato «a diffondere una cultura di rispetto per il pianeta e l’essere umano», ha collaborato all’invito alle comunità cattoliche insieme con il Movimento cattolico mondiale per il clima, che aiuta a coordinare le attività per questo tempo nelle comunità cattoliche, e alla Rete ecclesiale Panamazzonica, che sostiene le attività per il Sinodo sull’Amazzonia.

Monsingor Duffé ha sottolineato che «prendersi cura del creato aiuta a proteggere l’eredità che il Creatore ci ha dato, un’eredità essenziale per il nostro benessere. Come Papa Francesco ha detto nella Laudato si’, “Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati” (Ls 139). Proteggere questa eredità — ha aggiunto il segretario del Dicastero — è una maniera di adempiere al nostro ruolo di custodi della creazione», perché, come ha detto Papa Benedetto XVI nell’incontro con il clero della Diocesi di Bolzano-Bressanone, «il compito di “soggiogarla non è mai stato inteso come un ordine di renderla schiava, ma piuttosto come compito di essere custodi della creazione e di svilupparne i doni”».

Tomás Insua, direttore esecutivo del Movimento cattolico mondiale per il clima, ha dichiarato: «Celebriamo il Tempo del Creato ogni anno perché è parte essenziale della nostra fede. Onorare il Creatore, proteggere i più vulnerabili: questi sono i valori fondamentali che accogliamo come cattolici e come cristiani. Decine di migliaia di nostri fratelli e sorelle si riuniscono ogni anno per questo tempo, che fa parte del calendario annuale in molte comunità, ed è un bel momento per concentrarsi sul nostro amore per il Creatore e il creato».

Mauricio López, segretario esecutivo della Rete ecclesiale panamazzonica, ha dichiarato: «Accogliamo con favore il Tempo del Creato e tutti coloro che proteggono la rete della vita. Più di 87.000 persone hanno partecipato alle discussioni per preparare il sinodo e scoprire il volto amazzonico della Chiesa. Il Tempo del Creato è un’opportunità per riflettere sui modi in cui amiamo le culture in tutta la loro diversità, specialmente la diversità delle comunità nell’Amazzonia. È un’opportunità per amare il volto di Dio e come si presenta nell’Amazzonia. Possiamo occuparci dei nostri vicini più vulnerabili e del posto che occupano nel creato».

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