Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Partecipazione
invece di condanna

· ​Nell’esortazione apostolica «Amoris laetitia» ·

L’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia è un documento speciale sotto molti aspetti. E questo già a partire dalla storia della sua nascita. Sono molto grata al nostro Papa per questo. Convocando il Sinodo dei vescovi, il Pontefice ha dato un segnale importante per un nuovo atteggiamento di ascolto nella Chiesa. Molti fedeli hanno contribuito con la loro realtà vissuta. Le loro risposte sono giunte senza abbellimenti, testimoniando gioia e dolore, gratitudine e preoccupazione, esperienze familiari appaganti e gravose. In comune hanno l’anelito che i rapporti riescano, e che riescano nell’amore. Che risultato incoraggiante per la pastorale matrimoniale e familiare nella nostra Chiesa!

Ciò porta l’attenzione sul fatto che la responsabilità della riuscita dei rapporti familiari spetta in primo luogo alle famiglie stesse, a tutti i membri della famiglia coinvolti, uomini e donne, figli e genitori. E così Papa Francesco indirizza la sua esortazione postsinodale, in modo di certo del tutto consapevole, a vescovi, sacerdoti, diaconi, altri membri della vita consacrata e, appunto, anche ai coniugi cristiani e ai laici.

La nascita di Amoris laetitia è stata un’esperienza di Chiesa universale. L’esortazione postsinodale ne reca l’impronta. Essa fa riferimento alla molteplicità di «storie di amore e di crisi familiari», di cui già la Bibbia è «popolata» (n. 8). Questo sguardo d’insieme fa bene a noi in Germania e in Europa, ma fa anche sperare noi tedeschi di essere visti nel mondo con la nostra situazione.

Papa Francesco trova parole precise per come affrontare tali esperienze: «Inoltre, in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali» (n. 3). In questo modo egli non propone soltanto una soluzione pragmatica per come orientarci con la diversità delle persone e le discrasie tra le culture così come si sono sviluppate. Egli assume piuttosto un atteggiamento mentale che ci ricorda Nicola Cusano, il teologo, matematico e filosofo tedesco che verso la metà del Quattrocento nella molteplicità del mondo ha riconosciuto l’essenza di Dio come unità.

In Germania, l’esortazione Amoris laetitia giunge in un tempo movimentato, pieno di ripartenze e di cambiamenti. Come laici cattolici, ci siamo occupati dei rapporti familiari attraverso una consultazione biennale e, nel 2015, abbiamo pubblicato il nostro messaggio sul sinodo sulla famiglia, dal titolo programmatico: «Costruire ponti tra insegnamento e mondo reale: la famiglia e la Chiesa nel mondo attuale». In molte diocesi tedesche sono stati avviati processi, che si occupano dell’aspetto futuro della nostra Chiesa nel suo insieme. A livello tedesco, il processo di dialogo interdiocesano (2011-2015) ha avuto il suo culmine a Würzburg, con l’intesa comune sugli elementi costruttivi per una riforma della vita ecclesiale.

Sono molte le domande che ci muovono. Eccone alcune. Come accompagniamo le coppie giovani che non sono sposate? Come accompagniamo le coppie che vivono una relazione omosessuale? Noi, come Chiesa, veniamo ancora ascoltati nella società nelle questioni che riguardano la morale sessuale (anche al di là della regolazione delle nascite)? Quali vie di vera partecipazione apriamo ai fedeli che dopo un divorzio si risposano e sono di casa nella Chiesa?

Constatiamo che il divario tra le norme della Chiesa e il mondo in cui vivono i fedeli non è un fenomeno marginale, ma riguarda proprio il centro del popolo di Dio. Tra uomini e donne cattolici, ciò porta al distacco interiore e perfino all’indifferenza dinanzi alle proposte della Chiesa.

Con lo stile e i contenuti della sua esortazione, il Pontefice ha fissato importanti parametri per il futuro della Chiesa. Egli si rivolge con grande simpatia e rispetto alle persone e alle famiglie contemporanee, così come sono. Non condanna, ma partecipa. Papa Francesco percorre un cammino per dare di nuovo alla gente una patria nella Chiesa. Così facendo, entra proprio nel campo di tensione tra libertà e orientamento: «Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle» (n. 37). Amoris laetitia testimonia la grande fiducia nella capacità delle persone di agire con coscienza. Papa Francesco la concede ai rapporti di coppia e a quelli familiari, nonché a tutti i curatori d’anime nel loro lavoro di pastorale familiare.

Tra orientamento e libertà, anche in Germania proseguiamo il cammino. Promuoviamo il matrimonio come «promessa benefica in un mondo caotico» (Hannah Arendt). Diamo coraggio per scegliere a favore dei bambini. Rispettiamo le convivenze, nelle quali, come in un matrimonio, vengono realizzati valori come fedeltà, affidabilità e solidarietà. Con Papa Francesco professiamo la «identica dignità» tra l’uomo e la donna (n. 54). Da Papa Francesco ci sentiamo incoraggiati a contribuire a far sì che le relazioni riescano, nella comune responsabilità per la Chiesa.

di Birgit Mock
Portavoce per le politiche familiari del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK)
Amministratrice delegata dell’Hildegardis-Verein

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

12 dicembre 2017

NOTIZIE CORRELATE