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​Parole semplici?

Il plurale del titolo non è un dettaglio irrilevante, spiega don Jacinto Núñez Regodón, vicedirettore dell’Università Pontificia di Salamanca, illustrando il contenuto del libro Los lenguajes del Papa Francisco (Salamanca, Universidad Pontificia de Salamanca, Cátedra cardenal Ernesto Ruffini, 2015, pagine 124).

«Scegliendo la forma plurale — continua Núñez Regodón, curatore del volume — si è voluto porre in rilievo la ricchezza dei registri della comunicazione del Papa, anche a prescindere dagli aspetti puramente linguistici. Se i gesti di Francesco sono spesso sorprendenti, non meno sorprendenti possono risultare le sue parole; sono chiare e semplici, ma non così facili come sembrano. Per questo si rende necessaria un’ermeneutica dei linguaggi bergogliani, che hanno una loro particolare forza. E non potrebbe essere altrimenti, se ci ricordiamo di quel giovane professore di letteratura che riuscì a portare dai suoi alunni un grande scrittore come Jorge Luis Borges».

Il volume raccoglie le relazioni pronunciate durante il convegno organizzato il 16 ottobre scorso dalla Cattedra cardinale Ernesto Ruffini nell’Istituto di pastorale dell’Università Pontificia di Salamanca nella sede di Madrid. Da Alessandro Gisotti di Radio Vaticana, che ha tratteggiato un profilo umano e pastorale di Papa Francesco, a Francisco José Andrades Ledo che ha approfondito l’Evangelii Gaudium, senza dimenticare l’analisi puntuale di frasi diventate famose come Dios primerea (Antonio Ávila Blanco) la piaga della mondanità spirituale (Gonzalo Tejerina Arias) l’invito ad andare nelle periferie (Vicente Vide Rodríguez) e la valenza pastorale ed ecclesiale di tanti altri temi cari al Papa, citati frequentemente nei suoi discorsi (Carlos Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid).

Chiude il volume un breve testo esplicativo di Franca Tonini, che ricorda la figura di Ernesto Ruffini, il cardinale italiano che firmò la bolla di creazione dell’Università Pontificia di Salamanca il 25 settembre 1940.

di Silvia Guidi

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21 marzo 2019

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