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Parole e gesti a Betlemme

· La domenica trascorsa nella città della Natività ·

Le parole e i gesti. Con Papa Francesco è un binomio che si ripropone ogni volta con toni e sfumature nuove. Le circa sei ore trascorse domenica mattina a Betlemme ne sono forse l’esempio più eclatante. Ormai le notizie hanno fatto il giro del mondo. Praticamente in contemporanea con i fatti cui si riferivano.

 Si sono rincorse nello spazio di pochi minuti. Un gesto prima — la preghiera al muro di separazione che avanza lungo il confine tra Palestina e Israele — e poi l’invito rivolto sia al presidente palestinese Mahmoud Abbas sia a quello israeliano Shimon Peres per una comune preghiera per la pace, da recitare insieme «a casa mia — ha detto loro — in Vaticano».

Per questo la sosta in Palestina, è già consegnata alla storia come la più grande provocazione a fare la pace. Il racconto di quelle immagini che hanno avuto per protagonista il Papa è la fotografia di una situazione da troppo tempo «inaccettabile», come ha denunciato lo stesso Francesco.

Per le strade di Betlemme, sin da quando il Pontefice è arrivato, i palestinesi si sono accostati a lui quanto più hanno potuto: come quel nugolo di giovani che, sventolando le bandiere del loro Paese, hanno fatto ressa attorno a lui quando, nel punto più vicino al muro lungo venti chilometri, ha fatto fermare la papamobile ed è sceso per pregare. Il corteo stava percorrendo la Jerusalem Hebron road. Al momento di girare sulla Manger street la fila di auto si è trovata praticamente a ridosso del muro che, iniziato a costruire nell’aprile del 2002, sta piano piano cingendo completamente Betlemme e tutta la zona di confine con Israele. Papa Francesco ha improvvisamente fatto fermare la propria vettura. È sceso, si è accostato alla barriera di cemento, ha appoggiato la mano e ha pregato intensamente per alcuni minuti. Ha poggiato la fronte su quel muro per rendere ancora più evidente la sua volontà di condividere le sofferenze del popolo palestinese.


 Dal nostro inviato Mario Ponzi

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19 marzo 2019

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