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Parole di pace

· Nel pomeriggio di lunedì al Founder’s Memorial ·

Al Salamò Alaikum! Sono in arabo le prime parole ufficiali pronunciate da Papa Francesco nella Penisola arabica. E sono parole di pace. Il Pontefice le ha rivolte alla platea del Founder’s Memorial, monumento nazionale che ad Abu Dhabi commemora la vita, l’eredità e i valori del defunto sceicco Zayed bin Sultan Al-Nahyan, fondatore e primo presidente della Federazione degli Emirati Arabi Uniti.

Tenendosi per mano con lo sceicco emiratino Mohammed Rashid al-Maktoum e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, Papa Francesco ha fatto ingresso alle 18 di lunedì 4 all’incontro che riunisce personalità delle varie religioni mondiali secondo l’intuizione degli appuntamenti nello “Spirito di Assisi”, a cui il Grande Imam partecipa regolarmente.

Al suono della Dubai International Music, le ombre della sera hanno cominciato a calare sulla cornice di questo avvenimento: un’opera pubblica monumentale con 1327 forme geometriche sospese su oltre mille cavi che propongono un ritratto tridimensionale che può essere visto in modo diverso da molteplici punti di osservazione. Davanti a 700 rappresentanti delle diverse religioni, Francesco ha spiegato che «nemico della fratellanza è l’individualismo, che si traduce nella volontà di affermare sé stessi e il proprio gruppo sopra gli altri». Anche la Comunità di Sant’Egidio era presente in prima fila con una delegazione guidata dal presidente, Marco Impagliazzo, per partecipare alla conferenza «Human Fraternity» promossa dal Muslim Council of Elders.

Ad aprire la serata un video interpellava giovani di tutte le religioni che introducono la preoccupazione delle nuove generazioni su dialogo e giustizia, libertà religiosa, protezione della casa comune e cambiamenti climatici, protezione dei luoghi di culto, diritti delle donne e tutela dei minori e delle minoranze. Sono parole non di circostanza quelle pronunciate per primo dal Grande Imam. «Urge la necessità, l’ineluttabilità del dialogo tra Oriente e Occidente, per salvare l’umanità e non ripiombare in un’epoca oscura» ha sottolineato. E lo ha fatto annunciando, tra gli applausi dei tanti partecipanti, che Al-Azhar «mette a disposizione le proprie risorse e tutto il proprio contributo per una collaborazione continua per cercare soluzioni al terrore e produrre ogni sforzo per la pace mondiale».

Infine il Papa ha voluto esprimere agli Emirati Arabi Uniti «apprezzamento per l’impegno di questo Paese nel tollerare e garantire la libertà di culto, fronteggiando l’estremismo e l’odio. Così facendo — ha aggiunto — mentre si promuove la libertà fondamentale di professare il proprio credo, esigenza intrinseca alla realizzazione stessa dell’uomo, si vigila anche perché la religione non venga strumentalizzata e rischi, ammettendo violenza e terrorismo, di negare sé stessa».

Al termine del discorso al forum interreligioso, Papa Francesco ha firmato insieme al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, il documento congiunto sulla “Fratellanza umana”. Esso rappresenta «un passo di grande importanza nel dialogo tra cristiani e musulmani e un potente segno di pace e di speranza per il futuro dell’umanità». Lo ha dichiarato ai giornalisti in serata Alessandro Gisotti, direttore “ad interim” della Sala stampa della Santa Sede, definendolo «un vibrante appello a rispondere con il bene al male, a rafforzare il dialogo interreligioso e a promuovere il rispetto reciproco per sbarrare la strada a quanti soffiano sul fuoco dello scontro di civiltà».

In precedenza, nel primo pomeriggio, si era svolto l’incontro privato con i membri del Muslim Council of Elders nella Grande Moschea dello sceicco Zayed. Il Papa ha raggiunto in auto, una piccola utilitaria, quello che è il luogo di culto più importante degli Emirati Arabi Uniti e una delle più grandi moschee al mondo, con una capacità di accoglienza di oltre 40.000 fedeli. Il complesso monumentale con 82 cupole, 1100 colonne e quattro minareti alti 107 metri è stato costruito tra il 1996 e il 2007 su un’area di 12 ettari. Rispecchia il desiderio di unire le diversità culturali del mondo islamico con i valori storici e moderni dell’architettura e dell’arte. La prima cerimonia realizzata nella moschea è stata il funerale dello Sceicco Zayed, il cui corpo è sepolto in un monumento accanto al luogo di culto. Dopo aver visitato la tomba dello sceicco padre fondatore della patria, il Papa è salito insieme al Grande Imam a bordo di una golf cart per raggiungere il cortile della moschea, luogo dell’incontro interreligioso privato con i membri del Muslim Council of Elders. Al termine, accompagnato dal Grande Imam di Al-Azhar e dai tre ministri, il Papa è entrato nella moschea dalla porta centrale. E dopo averla attraversata, ha raggiunto la vettura con cui si è recato con il Grande Imam al Founder’s Memorial.

dal nostro inviato
Silvina Pérez

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12 dicembre 2019

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