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Strumento di pace

· Il cardinale di Ouagadougou per il dialogo interreligioso ·

«Mettere il dialogo interreligioso al servizio della pace in Africa»: è questo l’invito del cardinale Philippe Nakellentuba Ouédraogo, arcivescovo di Ouagadougou (Burkina Faso). Durante una visita pastorale nella capitale senegalese Dakar, il porporato ha preso parte a una conferenza sul tema: «Fondamenta e sfide del dialogo interreligioso per il consolidamento della pace e della stabilità sociale in Africa occidentale». Erano presenti numerosi rappresentanti musulmani e cristiani, tra cui l’arcivescovo di Dakar, monsignor Benjamin Ndiaye, e il capo religioso musulmano della comunità burkinabé, Abdoulaye Makhtar Diop.

Il cardinale Ouédraogo ha posto l’accento sulla necessità del rispetto reciproco e della libera scelta di ogni essere umano. Il dialogo o il confronto interreligioso, ha spiegato, «rappresenta senza alcun dubbio, ai nostri giorni, una vera e propria sfida per tutti i Paesi del mondo. Questo dialogo non ha nessun rapporto diretto con la violenza. In effetti — ha proseguito l’arcivescovo di Ouagadougou — esso non si riduce alla gestione dei conflitti. Si vuole piuttosto un dialogo al servizio della pace». Secondo il porporato, per arrivare a questo obiettivo occorre prendere coscienza di alcuni elementi di fatto. In primo luogo, occorre essere coscienti che «non c’è pace tra le nazioni se non vi è pace tra le religioni»; poi, che questa pace «non è raggiungibile se non attraverso il dialogo interreligioso». Il dialogo al servizio della pace è, in effetti, «il modo migliore di prevenire e di risolvere i conflitti senza che vi sia la necessità di ricorrere alla violenza».

Secondo il porporato, «l’esperienza del dialogo interreligioso che noi vogliamo testimoniare è essenzialmente quello di un dialogo della vita», e l’esempio della bontà di questa scelta viene, secondo il porporato da alcune esperienze vissute, per esempio in Burkina Faso, in tema di ospitalità reciproca. «Per raggiungere la pace — ha proseguito il cardinale — è necessaria la formazione delle coscienze nella famiglia e a scuola, educando i bambini e i giovani alla pace, alla giustizia e al rispetto».

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21 ottobre 2019

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