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Parola da guardare

· Il contributo iconografico del nuovo Lezionario ·

«Se venisse a mancarci il supporto degli artisti, il ministero sacerdotale mancherebbe di sicurezza» diceva nel 1967 Paolo VI nei suoi Dialoghi con Jean Guitton che, oltre che filosofo e scrittore, era anche pittore. Forte di questa necessità, nella consapevolezza che le Scritture non siano solo un testo da leggere ma anche da guardare, nel corso della sua storia il cattolicesimo è sempre stato attentissimo a proclamare una Parola che dovesse essere non solo ascoltata, ma anche vista.

«La tradizione dei libri liturgici attesta che la Chiesa ha sovente accompagnato le pagine dei testi biblici con immagini che aiutassero l’ascolto e l’accoglienza del messaggio di fede e quasi ne offrissero una sua visibilizzazione iconico-estetica», scrive monsignor Mariano Crociata, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, nell’introduzione a Gli artisti e la Bibbia. Il nuovo Lezionario (a cura di Mariano Apa, Giuseppe Billi, Andrea Dall’Asta e Crispino Valenziano, Milano, Skira, 2011, pagine 263, euro 45). Nel rivolgersi ad accreditati artisti italiani contemporanei domandando il loro contributo, la Cei non è andata alla ricerca di un’immagine illustrativa o a uso devozionale, ma piuttosto di «un’espressione, nell’alfabeto delle culture artistiche, del significato profondo e unificante del testo letterario che scorre accanto».

Senza dubbio il tentativo di proclamare la Parola attraverso l’espressione e lo sguardo artistico contemporaneo, rivelandola con immagini in grado di accompagnare fedelmente i testi biblici, è riuscito. Con tratti ora decisi, ora visionari, attraverso materiali e tecniche varie, con acrilico, olio, acquerello, grafite, inchiostri, affreschi, mediante cera, gesso, matite, tempere, tele e cartoncino, Il nuovo Lezionario costituisce uno stimolante ausilio nel tempo ordinario e straordinario della Chiesa e dei suoi fedeli oggi. Dall’altorilievo in gesso Riconciliati per mezzo della Croce di Tito Amodei al gesso su tavola di Ave Cerquetti, Chiamata di Saulo ; da L’uomo e la donna di Amalia Ciardi Duprè a Il risorto di Claudio Parmiggiani, passando per Le donne al sepolcro del Risorto di Velasco Vitali, per arrivare fino agli splendidi La promessa della risurrezione di Ettore Spalletti e Il buon pastore di Alessandra Giovannoni. Se è nell’oggi di ogni tempo che la Parola concretamente si incarna, se ella non può strutturalmente cristallizzarsi essendo tenuta a dialogare costantemente con il mondo, la sfida per gli artisti contemporanei è stata tutt’altro che facile. V’è infatti sicuramente una grande differenza tra loro e gli artisti del passato: mentre per questi ultimi era normale confrontarsi con i testi sacri e la tradizione cristiana, per gli artisti del ventunesimo secolo si tratta sostanzialmente di una rarità. Non perché manchi intrinsecamente una spiritualità nei singoli, ma perché questa trova sempre meno vita e articolazione nella comunità religiosa ufficiale. Mentre è proprio alla comunità dei fedeli che Il nuovo Lezionario della Chiesa cattolica si rivolge.

Un solo appunto occorre fare all’impresa. Sui quasi novanta artisti coinvolti nell’affascinante iniziativa, infatti, vi sono solo tredici donne, decisamente troppo poche per accompagnare l’ordinario e lo straordinario di un’istituzione universale. È colpa della mancanza di pennelli femminili o della scarsa attenzione nei loro confronti?

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25 gennaio 2020

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