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Parliamo di fede

· In un libro le risposte di due cardinali, una storica, un filosofo e un cantautore ·

Giovedì 21 giugno, nella Sala conferenze dei Musei Vaticani, verrà presentato il libro Le inquietudini della fede (Venezia, Marcianum Press, 2012, pagine 104, euro 11) con interviste del regista Salvatore Nocita ai cardinali Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, alla storica Lucetta Scaraffia, al cantautore Roberto Vecchioni e al filosofo Salvatore Natoli. All'incontro - che sarà introdotto da monsignor Franco Perazzolo, direttore del Dipartimento scienze umane del Pontificio Consiglio della Cultura, da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, e da Primo Santini, amministratore delegato del Fai Service - interverranno monsignor Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e Fabrizio Palenzona, presidente del Fai Service, autori rispettivamente dell'introduzione e della postfazione al volume. Al termine verrà proiettato il trailer del film "La strada" di Paolo di Salvatore Nocita. "In una cultura in cui uno pensa di potersi salvare da solo - ha detto Scola rispondendo alle domande del regista- o pensa di potersi accomodare tranquillamente nella finitudine" , è inevitabile, lo diceva il grande Nietzsche già più di un secolo fa, che ci accontentiamo di "una vogliuzza per il giorno", di "una vogliuzza per la notte". Ci togliamo di dosso le speranze elevate e ne diventiamo facilmente calunniatori. Arriviamo a tarparci le ali". In un mondo che censura costantemente la morte e il limite umano, la Resurrezione è il mistero cristiano più rimosso, ha aggiunto la storica Lucetta Scaraffia. Il cardinale Ravasi ha citato invece un celebre apologo di Wittgenstein: uno scienziato è come un turista che percorre il perimetro di un'isola: guarda verso l'interno e vede quali sono le sue caratteristiche, le può descrivere, le può persino tracciare su una mappa geografica. Ma, se in quel momento amplia l'orizzonte del suo sguardo, si accorge che su questa isola-uomo battono le onde dell'oceano. "La scienza è consapevole - gli ha fatto eco il filosofo Salvatore Natoli - che quello che sa è pochissimo rispetto a quello che si può sapere e che perciò il suo sapere è sempre limitato e parziale". Ci aiuta ad avere presente questa "dismisura" un concetto fuori moda come il timore di Dio, ha aggiunto il cantautore Roberto Vecchioni: "«timore» è una traduzione abbastanza anomala perché in realtà la parola è timè che è greca e significa non soltanto timore ma rispetto, onore come fondamento; quindi timor di Dio non è paura di Dio, è qualche cosa di molto più bello e più preciso".

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18 novembre 2019

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