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Parlamento in fiamme

· Disordini in Paraguay dopo il voto al senato sulla riforma costituzionale ·

Un morto e trenta feriti durante gli scontri tra dimostranti e polizia

Un gruppo di manifestanti ha invaso e incendiato ieri la sede del parlamento nella capitale paraguayana Asuncíon, protestando contro un progetto di riforma costituzionale che permetterebbe la rielezione di presidenti ed ex presidenti. La polizia, in assetto antisommossa, è subito intervenuta per sedare i disordini: almeno una trentina di persone, tra cui tre parlamentari, sono rimaste ferite negli scontri tra i manifestanti e gli agenti. I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendio solo dopo più di due ore. 

l parlamento paraguayano avvolto nelle fiamme (Ap)

Un giovane — stando a fonti dell’opposizione — è morto. Il giovane avrebbe perso la vita durante l’irruzione della polizia nella sede del Plra nella capitale. Lo ha reso noto il presidente del partito, Efrain Alegre, secondo il quale «la polizia ha fatto irruzione in modo barbaro» nei locali del partito e «ha sparato contro i manifestanti, alcuni dei quali sono rimasti feriti gravemente». A un anno dalle elezioni presidenziali del 2018, la riforma dovrebbe consentire al presidente conservatore all’ex presidente Fernando Lugo, di candidarsi per un nuovo mandato. Due giorni fa una maggioranza di 25 senatori su 45 ha approvato l’emendamento alla Costituzione durante una seduta del senato in una sede non centrale. Sia il Partito Colorado, di centrodestra e di cui fa parte il presidente Cartes, sia alcuni gruppi all’opposizione hanno votato a favore della norma. Il maggiore tra i partiti di opposizione, il Partido Liberal Radical Auténtico (Plra), si è opposto all’emendamento, e il presidente del senato Roberto Acevedo, che fa parte del Plra, ha sostenuto che il modo in cui si è arrivati a votare l’emendamento in Senato ha violato alcune regole procedurali. Proprio per questo, il Plra ha deciso di occupare l’aula centrale del senato e le operazioni di voto si sono dovute tenere in un’altra sede.

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18 agosto 2019

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