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Parigi non fa sconti

· Hollande incontra May e chiede di velocizzare i negoziati per l’uscita di Londra dall’Unione ·

Confermato il rafforzamento della cooperazione nella lotta al jihadismo

Doccia fredda per il premier britannico, Theresa May, che in poco meno di 24 ore è passata dalla comprensione di Merkel all’intransigenza di Hollande. Il presidente francese, con il quale May ha avuto ieri una cena di lavoro all’Eliseo, si è infatti dimostrato meno accomodante del cancelliere tedesco sulla questione delle modalità della Brexit, insistendo sul punto per cui Londra deve «dare giustificazioni plausibili» per il ritardo nell’avviare negoziati formali con l’Unione europea.

Hollande riceve all’Eliseo il premier May (Reuters)

La posizione dell’Eliso è chiara: dopo il referendum, il cammino è tracciato e non si può più tornare indietro. Non ci sono ragioni per «trascinare la vicenda» ma sarebbe opportuno avviare le trattative rapidamente. «Prima iniziano i negoziati, meglio è. Più brevi sono, meglio è», ha detto il presidente Hollande. Spetta ora a Londra invocare l’articolo 50 dei Trattati e avviare la procedura di uscita dall’Unione, con tutto ciò che questo comporta. May ha fatto capire invece di non avere alcuna intenzione di far scattare subito l’articolo 50, quantomeno «prima della fine dell’anno» e questo per avere tempo di definire meglio gli obiettivi e la strategia della Gran Bretagna e per prepararsi bene ai negoziati. Secondo Hollande, la nomina della May a premier in tempi più rapidi del previsto ha risolto l’incertezza politica in Gran Bretagna e spianato la strada ai negoziati, e quindi ora non c’è motivo di rinviare ulteriormente l’inevitabile. «Prima abbiamo parlato di settembre, poi ottobre e ora dicembre. Ci devono essere giustificazioni. Rinviare i negoziati, che si prevedono lunghi, creerebbe una incertezza dannosa» ha spiegato il capo dell’Eliseo. Inoltre Londra «non deve farsi illusioni» di poter restare nel mercato unico anche dopo la scissione. Una linea molto dura, che si spiega anche in una prospettiva politica, essendo Hollande un socialista e May una conservatrice. Ma una linea anche molto condivisa in Europa: Hollande ha infatti ha ricevuto ieri il pieno sostegno del premier irlandese, Enda Kenny, che aveva incontrato a Dublino prima di tornare a Parigi per il confronto con May. Dal canto suo, quest’ultima ha dichiarato di voler «mantenere legami economici più stretti possibili con la Francia», dato il volume di scambi da 50 miliardi di euro l’anno tra i due Paesi.

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17 agosto 2019

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