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Verso la sfida finale

· Si rafforza in Francia il sostegno a Macron ma Le Pen punta alla rimonta ·

  I risultati definitivi del voto di domenica in Francia mettono in evidenza un distacco più ampio per Emmanuel Macron, con il 24,01 per cento contro il 21.30 di Marine Le Pen. Con questo dato la Francia si proietta verso la sfida finale: il ballottaggio presidenziale del 7 maggio. A oggi, stando ai sondaggi, vincerebbe Macron con il 60 per cento dei voti contro il 40 per cento di Le Pen. Ma la situazione — sottolineano gli esperti — è incerta e la sfida potrebbe riservare molte sorprese.

I due candidati all’Eliseo Macron e Le Pen(Ap)

Macron, promotore del movimento En Marche! che in pochi mesi ha messo in ombra i partiti tradizionali, si contrappone a Le Pen, la leader del Front National, formazione di estrema destra ed euroscettica. Le Pen ha continuato la sua campagna tornando a definire Macron «l’uomo della mondializzazione selvaggia» legato alle élite finanziarie.

La partita si gioca anche sul sostegno di chi ha perso al primo turno. Ieri il presidente François Hollande ha espresso ufficialmente la sua scelta dicendosi pronto a sostenere Macron, suo ex ministro dell’economia. «La presenza dell’estrema destra fa di nuovo correre un rischio al paese» ha detto il presidente sottolineando poi «i legami con gruppi estremisti ovunque in Europa, ma soprattutto le conseguenze che avrebbe l’applicazione del programma del Front National sulla vita dei francesi».

Le Pen ha puntato il dito contro il «vecchio fronte repubblicano, completamente marcio, che nessuno vuole più» e che si oppone al cambiamento.

Si sono subito schierati apertamente per Macron gli esponenti dei Républicains, centro-destra, a cominciare dal loro leader François Fillon. Questi, dopo mesi difficilissimi segnati dalla battaglia elettorale e dagli scandali che hanno travolto lui e sua moglie, ha annunciato che il partito dovrà fare a meno di lui per le politiche di giugno, e forse anche in seguito. «Non ho più la legittimità», ha ammesso Fillon.

Molto più cauto nelle sue dichiarazioni Jean-Luc Mélenchon, il leader del movimento La France Insoumise, sinistra estrema. Mélenchon ha dovuto accettare di essere il grande sconfitto della tornata elettorale, con il suo sei per cento. A differenza del socialista Benoît Hamon, che ha meno di un terzo dei suoi voti, Mélenchon non ha invitato i suoi a schierarsi sul fronte anti Le Pen. 

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13 dicembre 2018

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