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Parigi dice no ai ricollocamenti

· Polemiche in vista del summit Ue sull’immigrazione ·

Prosegue in Europa il confronto politico sulla gestione dell’emergenza migranti a pochi giorni dal vertice europeo del 18-19 febbraio a Bruxelles.

Migranti diretti verso l’isola greca  di Kos (Afp)

Fa discutere la recente dichiarazione del premier francese, Manuel Valls, contraria al meccanismo di quote permanenti tra i Paesi Ue per la ridistribuzione dei rifugiati. «Una cosa deve essere molto chiara: decisioni unilaterali di singoli Paesi oggi rischierebbero di provocare un grave danno all’Europa. Si può ragionare insieme dei controlli, della necessità di rafforzare questo o quell’elemento del sistema europeo, ma gli atti unilaterali rischierebbero di mettere in crisi un edificio che per decenni è stato costruito» ha detto questa mattina il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni.

La Francia — aveva dichiarato due giorni fa Valls — «non è favorevole a un meccanismo di quote permanenti per la ripartizione dei rifugiati nell’Ue» come proposto dal Governo del cancelliere tedesco, Angela Merkel. L’Europa «non può accogliere tutti i rifugiati provenienti da Siria, Iraq e Africa» ha aggiunto il premier, sottolineando che «la politica tedesca non è sostenibile nel lungo periodo». La Francia «si è impegnata per accogliere 30.000 rifugiati sui 160.000 previsti dal piano europeo, ma non oltre» ha precisato Valls. «Non possiamo accogliere tutti i rifugiati perché altrimenti è a rischio la tenuta di Schengen, con il ritorno alle frontiere interne dell’Unione europea e con conseguenze economiche molto pesanti».

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16 settembre 2019

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