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In Paraguay accolto l’invito al dialogo

· Cartes convoca le parti politiche ·

In Paraguay il presidente Horacio Cartes ha proposto un tavolo di dialogo tra le parti politiche, invitando anche un rappresentante della Conferenza episcopale del paese. Lo ha fatto con un breve messaggio televisivo, che ha iniziato richiamandosi all’appello al dialogo che Papa Francesco ha lanciato domenica scorsa, dopo le violente proteste scoppiate sabato. Le manifestazioni nella capitale sono state organizzate dall’opposizione dopo che, coi voti di senatori del partito di Cartes e di quello dell’ex presidente Fernando Lugo, è stata varata una riforma che permetterebbe ai due leader di presentarsi come candidati alle elezioni del 2018. Si tratta di una riforma della Costituzione. Dal 1992, infatti, in Paraguay è stato proibito ai presidenti di correre per un secondo mandato. Per diventare legge, l’emendamento deve essere ratificato dalla camera dei deputati (dove il governo gode di un’ampia maggioranza) e poi in un referendum confermativo entro tre mesi.

l palazzo del Congresso ad Asunción (Reuters)

Dopo gli scontri con i manifestanti in cui è morto un venticinquenne dirigente giovanile del Partito liberale d’opposizione, il presidente ha destituito il ministro dell’interno e il capo della polizia. Ma ha anche denunciato «gli atti vandalici» di quanti hanno assaltato e appiccato un incendio al parlamento. Ieri, il presidente ha invitato i leader dei partiti con rappresentanza parlamentare, i presidenti delle due camere del parlamento a sedersi a un tavolo di dialogo con il suo governo, «a una sola condizione: la volontà effettiva di definire accordi che garantiscano una democrazia duratura». Da parte sua, il presidente della Conferenza episcopale del Paraguay (Cep), monsignor Edmundo Valenzuela Mellid, ha accolto «con speranza» l’appello televisivo del presidente per un dialogo tra gli attori politici, in risposta al messaggio del Papa. E, dunque, la Cep si è confermata «disponibile a seguire il cammino, chiedendo a tutti gli attori coinvolti di impegnarsi nel modo migliore a servizio della popolazione, evitando la violenza».

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