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Paradosso pericoloso e sottovalutato

· Aumentano sia la resistenza agli antibiotici che quella delle persone a farsi vaccinare ·

Due forme di resistenza potrebbero far entrare nella storia i prossimi anni come i più favorevoli alle infezioni: l’aumento della resistenza dei batteri agli antibiotici e l’aumento della resistenza delle persone a farsi vaccinare.

Siamo di fronte a un pericoloso e sottovalutato paradosso: dopo decenni di uso sconsiderato degli antibiotici questi ultimi stanno progressivamente perdendo la propria efficacia nel trattare le malattie infettive a patogenesi batterica e dopo anni di disastrosa e fuorviante campagna contro i vaccini (spesso efficaci nel prevenire anche malattie virali che possono complicarsi con sovrainfezioni batteriche) la popolazione si trova oggi esposta a un duplice pericolo.

È sufficiente consultare i siti di alcune importanti istituzioni per mettere a fuoco l’importanza del problema. L’European Center for Disease Prevention and Control (Ecdc) in un comunicato del 9 febbraio scorso evidenziava l’aumento di casi di morbillo in diversi paesi europei tra i quali soprattutto Romania, Italia e Grecia, paesi nei quali si assiste in questi giorni al diffondersi di alcuni focolai epidemici. Il morbillo, una malattia da paramyxovirus ingenuamente ritenuta quasi normale per i bambini, può essere causa di complicazioni fatali come l’encefalite ed è prevenuto con vaccinazione obbligatoria in Italia per i nati dal 2001. I morti per morbillo sono ancora oggi nel mondo circa 100.000 all’anno. Il ministero della Salute italiano, pubblicando i dati per la vaccinazione antinfluenzale, sottolinea come la copertura vaccinale dei soggetti a rischio, soprattutto di età superiore ai 65 anni, sia in declino negli ultimi anni e rischi di mantenersi sotto il 50 per cento, ben lontana sia dall’obiettivo ottimale del 95 per cento sia da quello minimo del 75.

Ho assistito personalmente agli effetti di una polmonite batterica insorta come complicazione di una “banale” influenza e, dopo aver visto decedere alcuni pazienti, consiglio di non perdere la possibilità di vaccinarsi contro questo orthomyxovirus, ben più pericoloso di quanto si possa immaginare. In un rapporto del novembre 2017 sull’antibiotico resistenza in Europa è ancora l’Ecdc a fornire alcuni dati allarmanti rispetto alla pericolosità sempre maggiore di alcuni batteri patogeni. I paesi europei nei quali il fenomeno è più preoccupante sono quelli del sud e del sud est dell’Europa, Italia in primis.

La Klebsiella Pneumoniae, un bacillo responsabile per lo più, come dice il nome stesso, di alcune polmoniti, è ormai resistente agli antibiotici, spesso anche utilizzati in combinazione tra loro, in più di un terzo dei casi; la resistenza dell’Eschirichia Coli alle cefalosporine di terza generazione, ai fluorochinolonici e agli aminoglicosidi (cioè agli antibiotici di uso più frequente nel caso specifico) è significativamente aumentata dal 2013 al 2016 così come la resistenza ai carbapenemi, antibiotici considerati di ultima linea di fronte a infezioni gravi date da questo batterio.

Quali sono le vie d’uscita da questo tunnel? Enti come l’Ecdc e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sembrano suggerirne alcune. Il Global Antimicrobial Resistance Surveillance System (Glass), lanciato dall’Oms nel 2015, è un programma volto a potenziare la sorveglianza globale delle resistenze agli antibiotici attraverso l’implementazione della raccolta dati sistematica e della loro condivisione e a promuovere la ricerca in ambito microbiologico e clinico. Alcune raccomandazioni purtroppo ancora troppo trascurate sono le seguenti: limitare l’uso degli antibiotici ai casi strettamente necessari (e utilizzarli alle dosi giuste, vista la tendenza scorretta a sottodosarli); cercare di prevenire le infezioni con il rispetto delle norme igieniche elementari (a iniziare dal frequente lavaggio delle mani) e con l’utilizzo dei vaccini se disponibili; promuovere strategie di controllo in tutti i settori sanitari.

Si impone un cambiamento culturale, un passaggio dalla chiacchiera al dato scientifico e un approccio razionale a un problema che rischia di avere un grande impatto sulla vita di tutti.

di Ferdinando Cancelli

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26 febbraio 2020

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