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Paradigma della crisi

· Il cardinale Turkson sui fenomeni migratori in Messico ·

Il dolore «dei nostri fratelli e contadini indigeni, che in America centrale e in Messico» sono costretti dai cambiamenti climatici a «complessi e perversi fenomeni migratori», e il fatto che la loro dignità sia minacciata da «estrema povertà, esclusione sociale, discriminazione, sfruttamento del lavoro o tratta», testimoniano che l’enciclica Laudato si’ non è «una riflessione astratta» ma un «appello urgente» radicato nella vita concreta delle persone.

È entrato nel vivo dei problemi sociali che affliggono la terra messicana il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, che in questi giorni è intervenuto a Querétaro (Messico) al forum internazionale sulla «Cura della casa comune» organizzato dal Centro de investigación social avanzada.

Per far comprendere l’esatto significato dell’«ecologia integrale» e della solidarietà globale sostenute dall’enciclica, il porporato ha parlato del Messico e del Centroamerica come di uno «scenario paradigmatico di uno dei fenomeni di migrazione e crisi climatica più drammatici della storia». Diversi studi infatti, ha sottolineato, mostrano come circa novecentomila persone, dalla metà degli anni Novanta, abbiano abbandonato zone del nord del Messico colpite dalla siccità. «Dove sono — si è chiesto il cardinale Turkson — quei fratelli e quelle sorelle ora? Quali sono le loro vite? Come vivono? Qual è il loro futuro?».

L’intervento del presidente di Iustitia et Pax è proseguito ricordando altri studi che registrano come, nonostante la gravità degli uragani che hanno colpito la regione, la popolazione cerchi di tornare a casa il più presto possibile. Tuttavia, questi stessi studi suggeriscono che tali popolazioni si trovino in uno stato di «migrazione permanente». Una realtà che, del resto, emerge dalle reti migratorie che coinvolgono America latina e Stati Uniti.

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22 maggio 2019

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