Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Paolina che cammina
per le strade di Roma

Cammina Paolina per la strade di Roma. Il medico le ha detto che è incinta, e lei ha solo un giorno per decidere. Cammina Paolina, con i suoi quindici anni, invisibile a un mondo che non riesce a vederla, a partire dalla madre assente nella sua depressione e dal padre sconosciuto. Cammina Paolina, prova ad andare a interpellare i tre ragazzi con cui ha avuto solo brevi incontri, ma quel «sono incinta» rimbomba ogni volta a vuoto; i tre — il punk che suona in un centro sociale, il borghese che tira di scherma, l’amico adottato da un paese lontano da genitori anaffettivi — sono già così rassegnati e stanchi della vita, che non riescono nemmeno ad ascoltare ciò che la ragazzina sta dicendo.
Cammina Paolina. Non ha nessuno cui potersi rivolgere, non trova nemmeno «uno sguardo che la mantenga al mondo», è affamata, e sempre più stanca. Ma sebbene avverta la profondità della propria solitudine, non è mai disperata Paolina, capace invece di vedere benissimo la disperazione camuffata di chi cammina spedito.
Paolina sa di essere nei guai, sa di essere tra gli ultimi, ma sa anche di essere speciale. «Uguale agli altri, ma diversa, come se la mia strada dovesse andare più lontano, come se fosse una strada stretta e difficile, ma che solo io devo percorrere. Per questo non sarò mai infelice, neanche nell'infelicità».
Dà un’ottima prova di sè Marco Lodoli con questo romanzo. Scrittore prolifico e affermato, con Paolina (Torino, Einaudi, 2018, pagine 97, euro 14) firma un libro che andrebbe letto. Dagli adulti che non riescono a capire gli adolescenti; dai primi della classe sordi alla voce degli ultimi; da quanti hanno ancora bisogno di sentire la poesia profonda che guida i passi di chi ha al mondo solo il posto che gli è stato assegnato. E niente altro.

di Giulia Galeotti

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE