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Pane spezzato
per un’Europa malata
di indifferenza

· ​Il Papa parla del prossimo congresso eucaristico a Budapest ·

«Nell’Europa malata d’indifferenza e attraversata da divisioni e chiusure», la celebrazione dell’Eucaristia resta un’“incubatrice” a cui i cristiani — rinnovando «di domenica in domenica, il gesto semplice e forte della fede» — attingono atteggiamenti di comunione, servizio e misericordia. Lo ha sottolineato il Papa nel discorso alla plenaria del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali, durante l’udienza di sabato mattina, 10 novembre, nella sala del Concistoro.

Matthias Stomer, «La cena di Emmaus» (particolare)

La sede del prossimo appuntamento — in programma dal 20 al 27 settembre 2020 — è infatti Budapest, che Francesco ha definito «una grande città europea, dove le comunità cristiane attendono una nuova evangelizzazione capace di confrontarsi con la modernità secolarizzata e con una globalizzazione che rischia di cancellare le peculiarità di una storia ricca e variegata».

Ecco allora l’importanza di questo appuntamento in una metropoli «moderna e multiculturale in cui il Vangelo e le forme dell’appartenenza religiosa sono diventati marginali». Perché, ha spiegato il Pontefice, «mediante la preghiera e l’azione» è possibile diffondere «una “cultura eucaristica”, cioè un modo di pensare e di operare fondato sul sacramento ma percepibile anche al di là dell’appartenenza ecclesiale». Da qui l’auspicio conclusivo che l’avvenimento di Budapest possa «favorire nelle comunità cristiane processi di rinnovamento, perché la salvezza di cui l’Eucaristia è fonte si traduca anche in cultura eucaristica capace di ispirare gli uomini e le donne di buona volontà nei campi della carità, della solidarietà, della pace, della famiglia, della cura del creato».

Successivamente il Papa nella Sala Clementina ha incontrato gli “Alunni del cielo”, comunità piemontese che evangelizza attraverso il canto e la musica.

Il discorso al Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali

Il discorso agli “Alunni del cielo”

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19 settembre 2019

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