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Pane che ci sazia

· All’Angelus il Pontefice ricorda che Cristo è la risposta alla fame di vita dell’uomo ·

E richiamando il Perdono di Assisi invita a non aver paura di avvicinarsi alla confessione

Con «un forte richiamo ad avvicinarsi al Signore nel sacramento della misericordia e anche nel ricevere la comunione», Papa Francesco ha ricordato il “Perdono di Assisi”, l’indulgenza della Porziuncola che si celebra ogni anno tra il 1 e il 2 agosto. Al termine dell’Angelus di domenica 2, recitato con i fedeli in piazza San Pietro, il Pontefice ha sottolineato in proposito come ci sia «gente che ha paura di avvicinarsi alla confessione, dimenticando che là non incontriamo un giudice severo, ma il Padre immensamente misericordioso». 

San Francesco in un particolare degli affreschi della Porziuncola scelto per il logo del perdono di Assisi 2015

In precedenza il Pontefice aveva commentato il vangelo del giorno, continuando nella rilettura del capitolo sesto di Giovanni. «Dopo la moltiplicazione dei pani — ha detto — la gente si era messa a cercare Gesù e finalmente lo trova presso Cafarnao». Ma quelle persone, ha aggiunto, «lo seguono per il pane materiale che il giorno precedente aveva placato la loro fame», mentre «non hanno compreso che quel pane, spezzato per tanti, per molti, era l’espressione dell’amore di Gesù stesso». Insomma, «hanno dato più valore a quel pane che al suo donatore». Perciò, ha chiarito Francesco, «davanti a questa cecità spirituale, Gesù evidenzia la necessità di andare oltre il dono, e scoprire, conoscere il donatore. Dio stesso è il dono e anche il donatore. E così da quel pane, da quel gesto, la gente può trovare colui che lo dà, che è Dio». Si tratta dunque di un invito, ha spiegato il Pontefice, «ad aprirsi a una prospettiva che non è soltanto quella delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, del successo, della carriera». In realtà «Gesù parla di un altro cibo, parla di un cibo che non è corruttibile e che è bene cercare e accogliere. Ci vuol far capire che, oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame, più importante». È una «fame di vita» e «di eternità» che «lui solo può appagare».

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20 settembre 2019

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