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Palestra di libertà interiore

· L’opera del gesuita Tomás Morales ·

Preceduta da una messa celebrata dal preposito generale Arturo Sosa si tiene nel pomeriggio di sabato 17 a Roma, presso la Curia generalizia della Compagnia di Gesù, la presentazione della nuova edizione italiana di Forgiare uomini (Roma, Crociate di Santa Maria, 2017, pagine 241) del gesuita Tomás Morales, che l’8 novembre scorso è stato riconosciuto venerabile. Pubblichiamo la prefazione del cardinale prefetto della Congregazione per il clero.

La prima edizione del testo Forgiare uomini uscì nel 1966, quando si era da poco concluso il concilio Vaticano II. La Chiesa aveva ricevuto il mandato di guardare «con simpatia» il mondo e l’uomo. L’eccessiva preoccupazione di definire le verità cedeva il passo all’importante compito di mettere la ricchezza della fede e della dottrina cristiana al servizio dell’uomo, delle sue ansie e delle sue speranze.
Questo era, dunque, il compito affidato alla Chiesa: “forgiare l’uomo”. Il beato Paolo VI, infatti, nel discorso di chiusura, affermò che «La Chiesa del concilio, sì, si è assai occupata, oltre che di se stessa e del rapporto che a Dio la unisce, dell’uomo, dell’uomo quale oggi in realtà si presenta»; il Pontefice chiariva che la finalità della dottrina conciliare era una sola: servire l’uomo.
È in questa cornice che va situato il prezioso lavoro di padre Tomás Morales, s.j., Forgiare uomini, che non ha la pretesa di trovare un altro metodo educativo tra i tanti o di proporre una nuova serie di contenuti ideali, quanto di concentrarsi, piuttosto, su un aspetto significativo della maturazione umana: esistono molte istituzioni educative — scrive l’autore — che si preoccupano di vari aspetti della formazione dell’uomo, ma, tuttavia, a esse manca spesso la caratteristica più importante, e cioè, il “forgiare la volontà dell’educando”.
La convinzione di fondo che attraversa il testo, dunque, è che senza un progetto sistematico e graduale, atto a fortificare la volontà per renderla capace di vivere gli impulsi educativi che riceve, le persone rischiano di uscire dalle scuole, dai collegi e dai seminari, con molte idee chiare, perfino sulla vita spirituale, ma senza la capacità interiore di integrarle nell’esistenza e di attuarle.
Vi sono «quattro punti cardinali» — così li definisce l’autore per garantire una formazione della volontà e, quindi, per «forgiare un uomo».

Il primo è «mistica dell’esigenza». Essa, soprattutto nella cultura attuale, potrebbe apparire in contrasto con l’idea della libertà e della responsabilità personale ed evocare il ritorno di metodi educativi del passato che, spesso, oltre che sortire effetti contrari, hanno generato insicurezza, tensioni e paure; in realtà, la mistica della formazione esigente invita l’educatore a richiedere ai giovani, senza paura, ideali alti e impegni corrispondenti. Richiedere molto, infatti, stimola una risposta forte. Si tratta di aiutare la persona a coltivare grandi sogni e progetti, anche se essi appaiono faticosi da realizzare, perché solo così ci si esercita a non accontentarsi di semplici surrogati materialisti.

di Beniamino Stella

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14 ottobre 2019

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