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Paesi distrutti

· Decine tra morti e dispersi mentre le scosse non si fermano ·

Per il momento sono decine i morti accertati - almeno 60 secondo i dati raccolti a metà giornata - per il terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito nella notte l’Italia centrale, ma il numero è destinato a salire. Così come purtroppo si deve aggiornare anche il numero di scosse che superano il grado 4. Una scossa di 4,9 gradi è stata registrata intorno alle 14. 

È drammaticamente facile immaginare che ci siano altre vittime, considerando che tre quarti della cittadina di Amatrice non esiste più, e il vicino paese di Accumoli, epicentro della prima forte scossa, si presenta impenetrabile per i crolli. Inoltre, la cittadina di Arquata è ferita al cuore e la sua frazione di Pescara del Tronto è praticamente rasa al suolo. Sono le comunità più direttamente interessate dal sisma che ha colpito alle 3.36 della notte le regioni centrali, facendosi sentire da Bologna fino a Napoli. 

Il centro di Amatrice  dopo il sisma (Afp)

Amatrice è in provincia di Rieti, nella regione Lazio, e Pescara del Tronto è in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Dunque, sono due le regioni seriamente ferite che stanno ricevendo il supporto di tante altre, a partire dalla regione Abruzzo. In particolare, la prima a offrire disponibilità all’accoglienza di sfollati anziani è stata la città dell’Aquila che porta ancora le ferite del tragico terremoto del 2009.
Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha parlato di decine di vittime solo nella sua cittadina. Il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, ha chiesto generi di prima necessità definendo il suo piccolo comune scollegato da tutto. Come sempre accade, specialmente nelle prime ore dalle macerie si estraggono corpi ma anche sopravvissuti.
La tragedia è immane ma i soccorsi sono partiti da subito. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha spiegato che il bilancio complessivo delle risorse umane messe in campo è di 219 unità già operative e di 276 che vi giungeranno a breve per un totale di 485 forze dispiegate. Le unità provengono dagli assetti operativi delle regioni Lazio, Toscana, Campania, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Umbria. Per il coordinamento e la regia dei soccorsi sono state previste tre unità di comando locale posizionate ad Amatrice, luogo baricentrico: di queste tre, una è già operativa. Questi presidi mobili sono importanti anche per le comunicazioni satellitari e radio. Inoltre, sono al lavoro, per l’individuazione di persone rimaste sotto le macerie, 17 unità cinofile e sei funzionari tecnici, ma altri saranno presto nelle varie aree. E sei elicotteri sono impiegati per il trasporto di uomini nei luoghi interessati dall’evento sismico e per trasferire nei più vicini ospedali le persone ferite in modo più grave. L’impiego della ruspa si alterna con le ricerche a mani nude, svolte da squadre dei Vigili del fuoco e del soccorso alpino e speleologico della Guardia di Finanza. Alfano ha dichiarato che «il lavoro di uomini che aiutano altri uomini è sempre l’inizio della speranza».
Il primo ospedale a mettersi a disposizione è stato quello di Rieti. Ma solo da Roma sono state assicurate 16 ambulanze della Croce rossa con operatori sanitari, partite nella notte verso le zone interessate dal terremoto. La capitale ha inviato anche undici squadre appiedate per il montaggio di tendopoli, un posto di comando avanzato e un posto di soccorso, mentre si continuano a organizzare altri aiuti. E, pur non essendoci al momento un’emergenza sangue, la Croce rossa invita chi può a donarlo. Il Fondo per le emergenze nazionali «dispone di 234 milioni che saranno utilizzati per la gestione delle esigenze immediate», ha detto il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze con delega alle ricostruzioni, Paola De Micheli. E anche il Centro di coordinamento per la risposta alle emergenze della Commissione europea, che da subito si è messo in contatto con la protezione civile italiana, ha assicurato il suo contributo. Il commissario Ue alle crisi umanitarie, Christos Stylianides, ha ribadito la disponibilità a offrire risorse e mezzi di soccorso.
Oltre al terribile terremoto delle 3.36, di magnitudo 6 sulla scala Richter, nelle prime ore del mattino, tra tutto tutto lo sciame sismico, si sono registrate altre sei scosse che hanno superato magnitudo 4.
La strada statale Salaria è sempre rimasta percorribile, ma le autorità locali invitano a non mettersi in movimento sul tratto interessato dalla tragedia se non è strettamente necessario, per non intralciare gli aiuti. Grande difficoltà invece sulle piccole strade locali, dove massi e detriti impediscono lo scorrimento. Problemi anche per gli elicotteri, che non sono al momento riusciti ad atterrare vicino alle frazioni più colpite. Impossibile accedere a Pescara del Tronto, una delle più disastrate, con entrambe le vie d’accesso bloccate. Le immagini scattate dall’alto sono apocalittiche.
Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha annullato tutti gli appuntamenti esterni previsti, per seguire i soccorsi. Dunque, giovedì non sarà a Parigi, dove avrebbe dovuto prendere parte alla riunione dei socialisti europei con il presidente francese François Hollande.

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