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Padre dei giovani

· ​Il prete bresciano Lodovico Pavoni ·

La vicenda umana e sacerdotale di Lodovico Pavoni ben si inserisce nell’anno giubilare, perché il fondatore dei Figli di Maria Immacolata è stato un autentico testimone della misericordia e della tenerezza di Dio verso le giovani generazioni.

Nato a Brescia l’11 settembre 1784 da nobile famiglia, che possedeva palazzo e terreni anche ad Alfianello, visse in un’epoca caratterizzata da profondi rivolgimenti politici e sociali: dalla Rivoluzione francese al Risorgimento.

Durante il colera del 1836 Pavoni aprì la casa ai ragazzi rimasti orfani a causa dell’epidemia, tanto da raddoppiare il numero dei giovani ospitati. Pensò anche ai contadini e acquistò l’ex convento francescano di Saiano in Franciacorta, a quindici chilometri da Brescia, per farne una scuola agricola. Nel 1841 accolse nell’istituto anche i sordomuti. Il 3 giugno 1844 veniva insignito dall’imperatore d’Austria Ferdinando i del cavalierato della corona ferrea.

A sostegno e per la continuità dell’istituto, padre Lodovico andava coltivando da tempo il pensiero di formare con i suoi giovani più fervorosi «una congregazione religiosa». Ottenuta la lode dello scopo della congregazione, con decreto del 31 marzo 1843 da parte del Papa Gregorio xvi, il 9 dicembre 1846 giunse finalmente l’approvazione imperiale.

Pavoni, dopo aver dato formalmente il 29 novembre le dimissioni dal capitolo della cattedrale, l’8 dicembre 1847, solennità dell’Immacolata, emise la professione religiosa nella nuova congregazione, nella quale i fratelli laici erano direttamente inseriti con i sacerdoti nella stessa missione educativa.

Il giorno dopo lo scoppio delle Dieci Giornate di Brescia, padre Lodovico accompagnò a piedi e sotto la pioggia i suoi ragazzi al colle di Saiano, per metterli in salvo dalle violenze e dai pericoli causati dalla rivolta contro gli Austriaci.

di Lorenzo Agosti
Vicepostulatore

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16 luglio 2019

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