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Pacelli e Fátima

· Consacrato vescovo il 13 maggio 1917, fu sepolto il 13 ottobre 1958 ·

Il 5 maggio 1917, durante la prima guerra mondiale, Benedetto XV introdusse nelle litanie lauretane l’invocazione Maria regina pacis. Otto giorni dopo, domenica 13 maggio 1917, verso le ore 13, nella sperduta campagna portoghese la Vergine si mostrò a tre giovanissimi pastori. Fu questo l’inizio delle sei apparizioni di Fátima, durante le quali Maria lasciò un pressante invito alla conversione, alla penitenza, alla preghiera del rosario e alla consacrazione del mondo al suo cuore immacolato.

: La traslazione delle spoglie di Pio XII da Castel Gandolfo in Vaticano (10 ottobre 1958)

Quello stesso giorno in Vaticano, il 13 maggio 1917, nella Cappella Sistina, il Pontefice consacrò vescovo Eugenio Pacelli, uno dei più brillanti funzionari della Curia romana, inviato nunzio in Baviera e successivamente a Berlino, dal 1930 segretario di Stato di Pio XI e alla sua morte eletto Papa nel conclave del 1939, mentre l’Europa precipitava verso il conflitto. La sua consacrazione episcopale iniziò alle 8.30 e finì prima di mezzogiorno.

Un trentennio più tardi, il 4 giugno 1951 Pio XII incontrò il pellegrinaggio nazionale portoghese venuto a Roma, in occasione della beatificazione di Pio X, per l’offerta della cappella intitolata a Nostra Signora di Fátima nella nuova basilica di Sant’Eugenio e parlò loro di questa «coincidenza provvidenziale», convinto che la Madonna l’aveva aiutato nella guida della Chiesa durante la guerra: «Come se la Madre pietosissima ci volesse dire che nei tempi burrascosi del nostro pontificato, in mezzo a una delle più grandi crisi della storia mondiale, sempre ci avrebbe avvolti, protetti e guidati l’assistenza materna e vigile della grande vincitrice di tutte le battaglie di Dio».

Già il 31 ottobre 1942 Pacelli aveva infatti consacrato il mondo al cuore immacolato di Maria. Mentre il conflitto era divenuto davvero mondiale, Pio XII rinnovò la preghiera della consacrazione l’8 dicembre successivo, e il 4 maggio 1944 stabilì che la festa del Cuore immacolato di Maria fosse celebrata in tutta la Chiesa il 22 agosto, nell’ottava dell’Assunta.

Finita la guerra, poi, il Pontefice tornò a parlare della Vergine. Il 13 maggio 1946, nel discorso per l’incoronazione della Madonna di Fátima in Portogallo come ringraziamento per la protezione durante la guerra, disse: «La Vergine fedelissima non ha deluso la speranza posta in essa. Basta riflettere sulle crisi attraversate negli ultimi tre decenni e sui benefici ricevuti, equivalenti a secoli». E nell’enciclica Auspicia quaedam del 1° maggio 1948 scrisse: «Qualche anno fa, come tutti ricordano, mentre ancora infuriava l’ultima guerra mondiale, noi, vedendo che i mezzi umani si mostravano incerti e insufficienti a estinguere quell’immane conflagrazione, rivolgemmo le nostre fervide preghiere al misericordiosissimo redentore, interponendo il potente patrocinio del Cuore immacolato di Maria».

Il 1° novembre 1950 il Pontefice proclamò il dogma dell’Assunzione e nell’enciclica Ingruentium malorum del 15 settembre 1951 chiese di recitare il rosario in risposta all’invito della Vergine. Il 7 luglio 1952 consacrò in modo esplicito il popolo russo al cuore immacolato di Maria e l’11 ottobre 1954 dispose la celebrazione della festa di Maria Regina il 31 maggio. Infine, nell’enciclica Haurietis aquas del 15 maggio 1956 scrisse: «Affinché il culto verso il Cuore augustissimo di Gesù porti più copiosi frutti di bene nella famiglia cristiana e in tutta l’umana società, si facciano un dovere i fedeli di associarvi intimamente la devozione al Cuore immacolato della genitrice di Dio».

Pio XII morì il 9 ottobre 1958 a Castel Gandolfo e il 13 ottobre vennero celebrati i suoi funerali. Consacrato vescovo il giorno della prima apparizione di Fátima, venne così sepolto nelle grotte della basilica vaticana nella ricorrenza dell’ultima 

di Dominiek Oversteyns

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