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Appello per il popolo coreano

· Il Papa in vista del summit di Panmunjeom ·

Il 7 luglio a Bari incontro ecumenico di preghiera per il Medio oriente

Pace per la penisola coreana e per il mondo intero. Durante l’udienza generale di mercoledì 25 aprile in piazza San Pietro, Papa Francesco ha rivolto un appello ai partecipanti al prossimo summit inter-coreano, che si svolgerà venerdì 27 a Panmunjeom, chiedendo «a coloro che hanno responsabilità politiche dirette, di avere il coraggio della speranza facendosi “artigiani” di pace». I lavori ai quali parteciperanno i due leader Moon Jae-in e Kim Jong-un, saranno, ha sottolineato il Pontefice, «un’occasione propizia per avviare un dialogo trasparente e un percorso concreto di riconciliazione e di ritrovata fraternità».

Marius Zabinski, «Peace Makers»

Francesco ha assicurato a tutto il popolo coreano la personale preghiera e la vicinanza di tutta la Chiesa, ricordando che «la Santa Sede accompagna, sostiene e incoraggia ogni iniziativa utile e sincera per costruire un futuro migliore, all’insegna dell’incontro e dell’amicizia tra i popoli». E ha quindi invitato tutti i presenti a recitare insieme il Padre nostro rivolgendosi a Dio che «è Padre di tutti e Padre di pace» in una preghiera comune «per il popolo coreano, sia quelli che sono al Sud sia quelli che sono al Nord».

Auspici di pace che hanno trovato eco anche nell’iniziativa resa nota, in mattinata, da un comunicato della Sala stampa della Santa Sede: il prossimo 7 luglio, infatti, il Papa si recherà a Bari per pregare per la pace in Medio oriente. Il Pontefice, si legge nella nota, sarà nel capoluogo pugliese «finestra sull’Oriente che custodisce le reliquie di San Nicola, per una giornata di riflessione e preghiera sulla situazione drammatica del Medio oriente, che affligge tanti fratelli e sorelle nella fede». Francesco esorta a preparare con la preghiera questo «incontro ecumenico per la pace» per il quale «intende invitare i capi di Chiese e comunità cristiane di quella regione».

Durante l’udienza generale, il Pontefice aveva portato avanti le sue riflessioni sul sacramento del battesimo, sottolineando che questo sacramento dell’iniziazione cristiana «non è una formula magica ma un dono dello Spirito Santo» che abilita chi lo riceve «a lottare contro lo spirito del male». La vita del cristiano infatti, ha notato il Papa, è sempre «soggetta alla tentazione», è una «lotta quotidiana». Ma se è vero che «è faticoso combattere contro il male, sfuggire ai suoi inganni, riprendere forza dopo una lotta sfiancante», è altrettanto vero che, nella Chiesa «non siamo mai soli». Il rito stesso del battesimo, con la ricchezza dei suoi simboli, mostra chiaramente questa realtà di fronte alla quale il Pontefice ha invitato tutti «a vivere da battezzati, imitando la donna samaritana assetata di acqua viva, il cieco nato che apre gli occhi alla luce e Lazzaro che esce dal sepolcro». Da qui la raccomandazione conclusiva: «Non lasciatevi rubare — ha detto — la vostra identità cristiana!».

L’udienza generale 

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28 maggio 2018

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