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Pace senza barriere

· Mentre il G20 rimane diviso Papa Francesco indica nuovamente la strada da seguire ·

Senatori statunitensi propongono un ultimatum alla Siria per evitare l’intervento armato

«La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità». Con questo tweet diffuso attraverso l’account @Pontifex, e con un altro che contiene l’invito ai giovani a unirsi a lui nella preghiera, Papa Francesco è tornato stamani a sollecitare  l’impegno per la pace in Siria. Il nuovo appello del Pontefice giunge nel momento in cui da San Pietroburgo,  dove sono riuniti i leader mondiali, non trapelano notizie circa una comune determinazione a favore di una soluzione negoziale della crisi siriana.

Sempre oggi, in un intervento a margine del G20, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon,  ha ribadito che un’azione militare «avventata»  in Siria potrebbe causare «serie e tragiche conseguenze» e portare «a ulteriori violenze settarie». Ieri,  Ban Ki-moon aveva sottolineato  di aver accolto «con favore l’appello del Papa per una  pace in Siria fondata sul dialogo e sui negoziati, e il suo appello  per una giornata di preghiera e digiuno per la Siria. Questi gesti   possono dare un contributo importante e utile alla pace».

Nella città russa è arrivato anche l’inviato per la Siria dell’Onu e della Lega araba,  Lakhdar Brahimi, impegnato nel  tentativo di rilanciare la conferenza internazionale sulla Siria, la cosiddetta Ginevra 2. Per la conferenza si erano spesi, oltre all’Onu, i Governi di Mosca e di Washington, oggi invece profondamente divisi sulle strategie riguardo alla crisi siriana. Durante la cena di lavoro di ieri tra i leader  del G20, che il presidente di turno Vladimir Putin ha voluto che fosse dedicata alla questione, non sono emersi cambiamenti di posizione. La maggioranza dei partecipanti  ha ribadito che serve una risposta politica, mentre il presidente statunitense, Barack Obama, non ha trovato nuovi consensi a un  intervento armato punitivo contro il Governo del presidente siriano, Bashar Al Assad.

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20 luglio 2019

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