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Pace a rischio
anche in Libano

· Sempre più pesanti le ricadute del conflitto siriano sui fragili equilibri del Paese ·

Tensione altissima dopo l’attentato all’ex ministro Mohammad Shatah

Beirut, 28. L’attentato di ieri a Beirut nel quale sono stati uccisi l’ex ministro delle Finanze Mohammad Shatah e altre sette persone, ha avuto immediate ripercussioni politiche. 

Soccorsi a una giovane ferita nell’attentato di Beirut (LaPresse/Ap)

I toni confermano i crescenti rischi sulla tenuta della pace nel Paese, dove si fanno sempre più pesanti le ricadute del conflitto siriano. Questo, infatti, alimenta la tensione in un Libano che da almeno dieci anni è tormentato da spaccature politiche, con connotazioni anche confessionali. La presenza di centinaia di migliaia di profughi siriani esaspera ulteriormente le divisioni tra gli sciiti, che in Libano appoggiano il Governo di Damasco, e quanti sono invece vicini all’opposizione di matrice sunnita al presidente Assad. A questi ultimi apparteneva Shatah, esponente di spicco del movimento Al Mustaqbal (Il Futuro) e della Coalizione del 14 marzo, entrambi guidati da Saad Hariri, figlio ed erede politico dell’ex premier Rafiq Hariri, assassinato, nel 2005, in un attentato sul lungomare di Beirut che provocò una strage.

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