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Pace nel dolore

· La messa a Santa Marta con i familiari delle vittime di Rigopiano ·

«Oggi chiediamo tutti insieme al Signore pace. Pace per i nostri cari che sono morti a Rigopiano; pace per la famiglia; pace nei cuori; pace che non è soltanto rassegnazione, ma è fiducia nel Signore rimanendo nel dolore»; perché «la pace cristiana non è anestesia». Con queste toccanti parole Papa Francesco ha introdotto giovedì 25 gennaio la messa del mattino a Santa Marta alla presenza dei familiari delle vittime della tragedia che un anno fa provocò in Abruzzo ventinove morti.

E proprio a tutte le persone rimaste sepolte sotto la neve a causa della slavina che investì un albergo di montagna sul Gran Sasso, il Pontefice ha voluto dedicare il rito senza pronunciare l’omelia. «Nel dolore chiediamo pace: dolore in pace. Con questo dolore e la pace che ci dà il Signore celebriamo l’Eucaristia», ha detto all’inizio della celebrazione. Poi al termine si è intrattenuto con ciascuno dei cinquanta presenti, accompagnati dall’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti.

«Paterno e benevolo con tutti — ha raccontato il presule all’Osservatore Romano — Francesco ha usato parole di conforto, esortando a un cammino di fede: a un approfondimento della fede che ci sostiene nei momenti difficili».

Tutti, ha aggiunto, «avevano portato fotografie dei congiunti e hanno voluto donarle al Papa, che le ha accolte con commozione, soffermandosi in particolare con un bambino della parrocchia di Loreto Aprutino»: ha solo dieci anni e in quel tragico 18 gennaio ha perso entrambi i genitori.

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