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Pace per la Somalia

· ​All’udienza generale l’appello del Papa dopo la strage di Mogadiscio ·

«Dolore» e «deplorazione» per l’attentato terroristico compiuto sabato 14 ottobre nella capitale somala Mogadiscio sono stati espressi dal Pontefice al termine dell’udienza generale di mercoledì 18. Nel salutare i gruppi di fedeli in piazza San Pietro, il Papa ha invitato a pregare «per i defunti e per i feriti, per i loro familiari» e per tutta la popolazione della Somalia «già tanto provata». Da Francesco anche un appello per implorare «la conversione dei violenti» e un incoraggiamento a «quanti, con enormi difficoltà, lavorano per la pace in quella terra martoriata».

Il luogo dell’attentato compiuto il 14 ottobre a Mogadiscio (Afp)

E di pace il Pontefice ha parlato anche nell’incontro con una delegazione della World Conference of religions for peace, ricevuta in un’auletta dell’Aula Paolo VI prima dell’udienza generale. Ai presenti, che erano accompagnati dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Francesco ha ricordato che «la pace è un compito urgente anche nel mondo di oggi, in cui tante popolazioni sono lacerate da guerre e violenze». Un compito nel quale «le religioni, con le loro risorse spirituali e morali, hanno un ruolo particolare e insostituibile».

Per questo, ha ammonito il Papa, «esse non possono avere un atteggiamento neutro e, ancora meno, ambiguo riguardo alla pace». Perché «chi commette violenza o la giustifica in nome della religione — ha rimarcato — offende gravemente Dio, che è pace e fonte della pace». Da qui l’invito a intensificare la «cooperazione interreligiosa» per «opporsi ai conflitti violenti, far progredire lo sviluppo sostenibile, proteggere la terra». Le religioni, infatti, «dispongono di risorse» per dar vita a «un’alleanza morale che promuova il rispetto della dignità della persona umana e la cura del creato».

Subito dopo, proseguendo nel ciclo di catechesi dedicate alla speranza cristiana, il Pontefice aveva proposto ai fedeli in piazza San Pietro una riflessione sulla realtà della morte. Che per i credenti, ha sottolineato, è come «una porta che si spalanca completamente»: in quel momento, ha assicurato, «Gesù stesso verrà da ognuno di noi e ci prenderà per mano con la sua tenerezza». Ecco perché occorre il «sano realismo» di considerare provvisorie le realtà terrene e di vivere questo passaggio custodendo «nel cuore la fiammella della fede».

Alla delegazione della World Conference of religions for peace 

All’udienza generale

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19 luglio 2019

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