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Pace in Siria prima che sia troppo tardi

· Fino al 10 novembre il cardinale Sarah in Libano per una missione speciale affidatagli da Benedetto XVI ·

All’udienza generale l’invito del Pontefice a riscoprire il desiderio di Dio iscritto nel cuore dell’uomo

Nuovo appello del Papa per la pace in Siria. A conclusione dell’udienza generale di mercoledì 7 novembre, in piazza San Pietro, il Pontefice è tornato a manifestare la sua «particolare apprensione» per la situazione del Paese, riferendo di aver affidato al cardinale Sarah — che fino al 10 novembre sarà in Libano — una «missione speciale» in favore della popolazione siriana. Queste le parole di Benedetto XVI.

Continuo a seguire con particolare apprensione la tragica situazione di violenza in Siria, dove non cessa il rumore delle armi e aumenta ogni giorno il numero delle vittime e l’immane sofferenza della popolazione, in particolare di quanti hanno dovuto lasciare le loro case. Per manifestare la mia solidarietà e quella di tutta la Chiesa alla popolazione in Siria e la vicinanza spirituale alle comunità cristiane del Paese, era mio desiderio inviare una Delegazione di Padri Sinodali a Damasco. Purtroppo, diverse circostanze e sviluppi non hanno reso possibile l’iniziativa nelle modalità auspicate, e perciò ho deciso di affidare una missione speciale all’Em.mo Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum. Da oggi fino al 10 novembre corrente egli si trova in Libano, dove incontrerà Pastori e Fedeli delle Chiese che sono presenti in Siria; visiterà alcuni rifugiati provenienti da tale Paese e presiederà una riunione di coordinamento delle istituzioni caritative cattoliche, alle quali la Santa Sede ha chiesto un particolare impegno in favore della popolazione siriana, sia dentro che fuori del Paese. Mentre elevo la mia preghiera a Dio, rinnovo l’invito alle parti in conflitto e a quanti hanno a cuore il bene della Siria a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace e a perseguire, attraverso il dialogo, le strade che portano ad una giusta convivenza, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto. Dobbiamo fare tutto il possibile, perché un giorno potrebbe essere troppo tardi.

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Con la sua missione il porporato — spiega una nota del direttore della sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi — avrà «il compito di manifestare la sentita partecipazione della Santa Sede e di tutta la Chiesa al processo di pacificazione, di esprimere la vicinanza della Chiesa universale alle popolazioni duramente provate e di rafforzare l’impegno umanitario della Chiesa cattolica nella regione». A questo scopo sarà devoluta l’annunciata donazione del Sinodo dei vescovi, alla quale il Pontefice ha voluto aggiungere un suo personale e cospicuo contributo, per un ammontare complessivo di un milione di dollari Usa. «La Santa Sede — aggiunge la nota — confida che detta iniziativa, di natura umanitaria ed ecclesiale, contribuirà ad alleviare la situazione di quanti soffrono per l’attuale crisi e a spingere le parti coinvolte, come pure quanti hanno a cuore il bene della Siria, alla ricerca di una soluzione equa e pacifica del conflitto».

Prima dell’appello per la Siria il Papa, proseguendo nelle catechesi dedicate all’Anno della fede, aveva invitato i fedeli a riflettere sul «misterioso desiderio di Dio» che l’uomo porta iscritto nel cuore. Un desiderio — aveva sottolineato — che «anche nell’abisso del peccato non si spegne». E che, perciò, va continuamente purificato e orientato verso il bene pieno ed eterno, «affinché possa raggiungere la sua vera altezza».

spiega una nota del direttore della sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi — avrà «il compito di manifestare la sentita partecipazione della Santa Sede e di tutta la Chiesa al processo di pacificazione, di esprimere la vicinanza della Chiesa universale alle popolazioni duramente provate e di rafforzare l’impegno umanitario della Chiesa cattolica nella regione».  A questo scopo sarà devoluta l’annunciata donazione del Sinodo dei vescovi, alla quale il Pontefice ha voluto aggiungere un suo personale e cospicuo contributo, per un ammontare complessivo di un milione di dollari Usa. «La Santa Sede — aggiunge la nota — confida che detta iniziativa, di natura umanitaria ed ecclesiale, contribuirà ad alleviare la situazione di quanti soffrono per l’attuale crisi e a spingere le parti coinvolte, come pure quanti hanno a cuore il bene della Siria, alla ricerca di una soluzione equa e pacifica del conflitto».

Prima dell’appello per la Siria il Papa, proseguendo nelle catechesi dedicate all’Anno della fede, aveva invitato i fedeli a riflettere sul «misterioso desiderio di Dio» che l’uomo porta iscritto nel cuore. Un desiderio — aveva sottolineato — che «anche nell’abisso del peccato non si spegne». E che, perciò, va continuamente purificato e orientato verso il bene pieno ed eterno, «affinché possa raggiungere la sua vera altezza».

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