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Pace per il Medio oriente

· Con il patriarca siro-ortodosso di Antiochia il Papa torna a denunciare il martirio dei cristiani ·

Di fronte alle «terribili sofferenze provocate dalla guerra e dalle persecuzioni» contro i cristiani in Medio oriente e all’incapacità di «trovare soluzioni» da parte dei potenti del mondo, Papa Francesco torna a levare alta la voce, invitando a pregare «per le vittime di questa efferata violenza». 

Ricevendo in Vaticano venerdì mattina 19 giugno il patriarca siro-ortodosso Aphrem II, il Pontefice ha rilanciato il grido di dolore delle tante vittime innocenti di tutte le situazioni di conflitto presenti in varie regioni della terra. «Chiediamo anche al Signore — ha aggiunto — la grazia di essere sempre pronti al perdono e operatori di riconciliazione e di pace». Perché, ha spiegato, è questo «ciò che anima la testimonianza dei martiri».

Il Papa ha anche ricordato i due arcivescovi cristiani rapiti insieme in Siria più di due anni fa, così come i sacerdoti e le tante persone, di diversi gruppi, private della libertà. Da qui l’esortazione, rivolta al capo della Chiesa siro-ortodossa «in questo momento di dura prova e di dolore», a rafforzare «ancora di più i legami di amicizia e di fraternità», affrettando i «passi sul cammino comune» e scambiando i tesori delle rispettive tradizioni «come doni spirituali, perché ciò che ci unisce è ben superiore a ciò che ci divide».

Proprio facendo riferimento al dialogo ecumenico tra le due Chiese, Francesco ha evidenziato che la visita del patriarca «rafforza i legami di amicizia e di fratellanza che uniscono la Sede di Roma e la Sede di Antiochia», proseguendo quel “santo pellegrinaggio” verso la piena comunione intrapreso nel 1971 a Roma dal patriarca Mor Ignatius Jacob III e da Paolo VI. «Firmando la Dichiarazione Comune sulla nostra congiunta professione di fede nel mistero della Parola Incarnata, vero Dio e vero uomo, essi — ha ricordato — posero il dinamico fondamento necessario a quel cammino che stiamo compiendo insieme nell’obbedienza alla preghiera del Signore per l’unità dei discepoli».

Il discorso del Papa

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17 ottobre 2019

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