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​Pace e unità per l’Iraq

· ​Appello del Pontefice per la protezione dei civili intrappolati nei quartieri occidentali di Mosul ·

Un nuovo appello «affinché l’Iraq trovi nella riconciliazione e nell’armonia tra le sue diverse componenti etniche e religiose, la pace e l’unità» è stato lanciato del Papa al termine dell’udienza generale di mercoledì 29 marzo in piazza San Pietro. Il pensiero del Pontefice è andato «alle popolazioni civili intrappolate nei quartieri occidentali di Mosul e agli sfollati per causa della guerra», ai quali ha assicurato di sentirsi «unito nella sofferenza».

Civili in fuga da Mosul (Reuters)

In particolare Francesco ha espresso «profondo dolore per le vittime del sanguinoso conflitto» insieme con l’auspicio di un impegno congiunto a tutti i livelli e «con tutte le forze, nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo e urgente». Lo spunto per tornare sul dramma dell’Iraq è stato offerto dall’incontro con rappresentanti di diversi gruppi religiosi del Paese mediorientale, ricevuti poco prima in un’auletta dell’Aula Paolo VI. Incoraggiandone il lavoro, il Papa ha sottolineato come «la ricchezza della cara nazione irachena» sia costituita dal «mosaico che rappresenta l’unità nella diversità, la forza nell’unione, la prosperità nell’armonia».

In precedenza Francesco aveva proseguito le catechesi settimanali sul tema della speranza cristiana. Commentando il brano biblico tratto dalla lettera ai Romani (4, 16-25) in cui Paolo parla della fede di Abramo, ha ribadito l’invito dell’apostolo a sperare contro ogni speranza. Attualizzando la riflessione e arricchendola come di consueto con considerazioni personali aggiunte a braccio al testo scritto, il Papa si è chiesto «se tutti noi siamo convinti che Dio ci vuole bene e che tutto quello che ci ha promesso è disposto a portarlo a compimento». E la risposta non poteva che essere affermativa, con l’avvertenza che «dobbiamo pagare per questo» un solo piccolo «prezzo: “aprire il cuore”. Aprite i vostri cuori — ha esortato — e questa forza di Dio vi porterà avanti, farà cose miracolose e vi insegnerà cosa sia la speranza». Anche perché, ha proseguito, quando il Signore «promette, porta a compimento quello che promette. Mai manca alla sua parola». Al punto che, ha concluso, «se oggi abbiamo il cuore aperto, tutti ci incontreremo nella piazza del Cielo».

L’udienza generale

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