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Pace e giustizia

· Presentato il viaggio a Sarajevo ·

Pace, riconciliazione e dialogo saranno le parole chiave dell’ottavo viaggio internazionale di Papa Francesco. La Bosnia-Erzegovina sarà il quattordicesimo Paese visitato dal Pontefice che, sabato 6 giugno, sarà a Sarajevo, invitato dal cardinale arcivescovo Vinko Puljić. Il programma, serratissimo, racchiuso in neanche dodici ore di permanenza, è stato presentato giovedì 28 maggio dal direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Dopo l’Albania, ancora una volta Francesco sceglie per l’Europa una meta di periferia, ancora una volta un luogo dove il dialogo ecumenico e interreligioso assume un valore di rilievo anche per la convivenza pacifica e armoniosa dei popoli. Non a caso nel seguito è prevista la presenza dei cardinali Tauran e Koch, presidenti dei Pontifici Consigli per il dialogo interreligioso e per la promozione dell’unità dei cristiani.

Saranno due i momenti centrali della visita: innanzitutto la messa celebrata in mattinata nello stadio Koševo, lo stesso nel quale celebrò Giovanni Paolo II il 13 aprile 1997, e nel quale Papa Wojtyła, rivolgendosi a «tutti i popoli e le nazioni dilaniate dalla guerra», esortò: «Perdoniamo e domandiamo perdono». Quella di Francesco, ha detto padre Lombardi, sarà una messa «per la pace e la giustizia», celebrata in una città simbolo per l’Europa, città che nella sua storia richiama con drammatica potenza le sofferenze dell’ultimo secolo di un intero continente.

Altro momento topico sarà nel pomeriggio quando, presso il Centro internazionale studentesco, il Pontefice parteciperà all’incontro ecumenico e interreligioso al quale saranno presenti i rappresentanti delle comunità cattolica, musulmana, ortodossa ed ebraica. Sarà, ha sottolineato il direttore della Sala stampa, un’occasione importante: verrà sottolineato il comune impegno per superare le tensioni in un Paese nel quale la molteplicità religiosa corrisponde anche a una molteplicità etnica e a una divisione politica.

Francesco incontrerà tutte le autorità politiche e religiose subito dopo l’accoglienza in aeroporto, al palazzo presidenziale. Informale sarà invece il dialogo con i sei vescovi locali durante il pranzo nella sede della nunziatura apostolica.

Ancora due gli appuntamenti pomeridiani in agenda: l’incontro in cattedrale con il clero e i religiosi e quello con i giovani nel centro diocesano intitolato a Giovanni Paolo II.

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