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Pace e concordia per il Venezuela

· All'udienza generale appello del Papa per porre fine alle violenze ·

Appello di Papa Francesco per la fine delle violenze in Venezuela. Rivolgendosi ai fedeli presenti mercoledì mattina, 26 febbraio, in piazza San Pietro per l’udienza generale, il Pontefice ha espresso «particolare apprensione» per la situazione del Paese latinoamericano, dove non si fermano le proteste e gli scontri che nei giorni scorsi hanno provocato almeno 13 vittime.

«Auspico vivamente — ha detto prima di salutare i gruppi di lingua italiana — che cessino quanto prima le violenze e le ostilità e che tutto il popolo venezuelano, a partire dai responsabili politici e istituzionali, si adoperi per favorire la riconciliazione, attraverso il perdono reciproco e un dialogo sincero, rispettoso della verità e della giustizia, capace di affrontare temi concreti per il bene comune».

Assicurando la sua «costante preghiera, in particolare per quanti hanno perso la vita negli scontri e per le loro famiglie», il Santo Padre ha invitato a invocare «la materna intercessione di Nostra Signora di Coromoto, affinché il Paese ritrovi prontamente pace e concordia».

In precedenza il Papa aveva dedicato la catechesi al sacramento dell’unzione degli infermi, con il quale — aveva ricordato — «è lo stesso Signore Gesù che ci prende per mano, ci accarezza come faceva con gli ammalati e ci ricorda che ormai gli apparteniamo e che nulla, neppure il male e la morte, potrà mai separarci da lui». Da qui l’invito a ricorrere più spesso a questo sacramento, che non è solo l’estremo gesto di conforto verso chi soffre — «c’è un po’ l’idea che dopo il sacerdote arrivano le pompe funebri» ha notato sorridendo — ma è un’occasione importante «per sollevare il malato, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo, anche per perdonargli i peccati».

E ai sofferenti il Pontefice ha rivolto un pensiero anche al termine dell’udienza, salutando un gruppo di ammalati presenti in piazza San Pietro in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, che si celebra venerdì 28, e chiedendo che «siano adeguatamente sostenuti nel loro non facile percorso, sia a livello medico che legislativo».

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22 luglio 2019

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