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Ottomila famiglie separate al confine
tra Messico e Stati Uniti

· Molto più numerose di quanto ammesso dalla Casa Bianca ·

Le politiche statunitensi in materia di immigrazione sono catastrofiche. Il numero di famiglie separate al confine tra Messico e Stati Uniti è in realtà molto più alto di quanto dichiarato da Washington. Questa la diagnosi formulata da un rapporto internazionale che offre un quadro indipendente e a tratti sconcertante circa la gestione delle frontiere e in materia di asilo da parte dell’amministrazione Trump. Il rapporto denuncia gravi violazioni delle leggi nazionali e internazionali. Secondo i dati del rapporto, l’agenzia per le Dogane e la protezione delle frontiere (Customs and border protection, Cpb) ha forzatamente separato oltre 6000 nuclei familiari stranieri giunti al confine nel periodo compreso tra il 19 aprile (quando è scattata la cosiddetta politica della “tolleranza zero”) e il 15 agosto 2018, molto più di quanto reso noto in precedenza dalle autorità statunitensi. Dall’insediamento del presidente Donald Trump ad aprile 2018, il numero delle famiglie separate è stato di circa duemila. La Cpb ha inoltre confermato che il dato governativo in realtà non tiene conto di un non precisato numero di famiglie la cui separazione non è stata correttamente registrata, e che comprende i nonni o altri gradi di relazione familiare che le autorità giudicano «fraudolenti» e dunque escludono dalle statistiche. «Questi numeri scioccanti lasciano intendere che le autorità statunitensi non hanno correttamente informato l’opinione pubblica sul numero di famiglie separate o che siano andate avanti con le separazioni nonostante le loro dichiarazioni di segno contrario e le sentenze dei tribunali che avevano ordinato lo stop alle separazioni familiari», ha commentato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe, che ha redatto il rapporto. Ma non è finita. Il rapporto documenta casi di maltrattamenti e addirittura di tortura nei confronti delle famiglie.

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22 marzo 2019

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