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​Otto ore senza bombe

· ​Annunciata da Mosca una pausa delle operazioni miliari ad Aleppo ·

Volontari tra le rovine nella zona nord di Aleppo (Afp)

Si apre uno spiraglio di speranza nella tragica situazione di Aleppo. Il ministro della difesa russo, Serghiei Shoigu, ha infatti annunciato, nel corso di una riunione dello stato maggiore, l’interruzione dei raid aerei siriani e russi a partire dalle 10 di oggi e per le successive otto ore. Il ministro ha aggiunto che, con l’inizio della pausa umanitaria nei bombardamenti, le truppe siriane sul terreno si ritireranno a buona distanza per permettere ai miliziani di lasciare la parte orientale della martoriata città attraverso due corridoi e che l’iniziativa deve anche consentire ai negoziatori di Losanna di distinguere tra ribelli e terroristi. Tuttavia la tregua annunciata dal governo russo non è sufficiente, secondo le Nazioni Unite, per garantire la consegna degli aiuti umanitari. Lo ha dichiarato Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale dell’Onu. «Diamo il benvenuto — ha detto — a qualunque pausa nei combattimenti, ma è necessaria una pausa maggiore per poter portare gli aiuti». Dello stesso avviso l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, Federica Mogherini, secondo la quale la tregua è un primo «passo positivo, un inizio» per consentire l’evacuazione dei civili e dei feriti, ma «non è sufficiente per risolvere la crisi umanitaria ad Aleppo». Mogherini è intervenuta dopo che i 28 ministri degli esteri avevano denunciato come l’azione di Damasco e Mosca su Aleppo potesse configurarsi come «un possibile crimine di guerra». «Secondo le ultime valutazioni delle agenzie umanitarie — ha aggiunto — serve almeno una tregua di 12 ore, per cui dobbiamo lavorare con i russi per trovare un punto d’intesa comune».

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23 maggio 2019

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