Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Otto migranti muoiono soffocati
in un container

· Anche sei bambini tra le vittime della tragedia avvenuta sulle coste libiche ·

Due giovani scampati alle esalazioni sprigionatesi nel container (Reuters)

Mentre l’Europa continua un serrato confronto sul tema delle migrazioni, sulle sponde del Mediterraneo si consumano le ennesime tragedie. Ieri otto migranti, tra cui sei bambini, sono stati uccisi dalle esalazioni di benzina all’interno del container dove erano stipati con altre 90 persone in attesa di affrontare il mare a Zuwara, città libica ad ovest di Tripoli spesso utilizzata dai trafficanti di esseri umani come punto di partenza per i barconi diretti in Europa. La maggior parte dei migranti che viaggiava nel container era originaria di paesi sub-sahariani, ma altri provenivano dal Pakistan e dal Bangladesh. I migranti erano stati chiusi all’interno di un container frigo, solitamente adibito al trasporto di carne o pesce. Oltre ai sei bambini sono morti anche una donna e un giovane. Questa mattina inoltre sono state raccolte testimonianze in base alle quali, nei giorni scorsi, quattro migranti sono morti annegati dopo essersi gettati in mare dal barcone sul quale viaggiavano nel tentativo di raggiungere a nuoto una nave giunta in loro soccorso. Una donna è stata invece tratta in salvo dopo aver trascorso oltre 48 ore in mare aggrappata ai resti di un gommone. In Europa nel frattempo sembra essersi aperto un nuovo fronte di scontro politico, mentre è ancora in corso la partita per i ricollocamenti dei 450 migranti sbarcati a Pozzallo. La Libia deve essere considerata un porto sicuro, ha infatti affermato il ministro degli interni italiano Matteo Salvini. Un porto sicuro dove riportare tutti coloro che salpano dalle coste del paese nordafricano. Secca la risposta dalla commissione europea, che ha scartato decisamente l’ipotesi avanzata da Salvini. «Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri» ha affermato il titolare del Viminale, accusando ancora una volta l’Europa di ipocrisia. «Si danno i soldi ai libici, si forniscono le motovedette, si addestra la guardia costiera. Ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro. È un bipolarismo che va superato». Solo qualche ora dopo è giunta la presa di posizione di Bruxelles: «Nessuna operazione o nave europea fa sbarchi in Libia perché noi non consideriamo la Libia un porto sicuro» ha sottolineato un portavoce della commissione prima dell’intervento dell’alto rappresentante della politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2018

NOTIZIE CORRELATE