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Ottimismo
per le religiose americane​

Un nuovo studio sulle suore cattoliche statunitensi sfata alcuni luoghi comuni: in risposta alle tante Cassandre, il rapporto Understanding Us Sister Today redatto da Kathleen Sprows Cummings, direttrice del Centro Cushwa per lo Studio del cattolicesimo americano (università di Notre Dame) attesta che in realtà il numero delle religiose nel Paese è all’incirca lo stesso della prima metà del Novecento, poco meno di cinquantamila. Certo, non che manchino differenze significative rispetto ad allora, ma l’idea di affollatissimi conventi nel ventesimo secolo non è corretta, e il grande pessimismo di solito legato al futuro della vita religiosa è eccessivo. Se è vero infatti che il numero di suore negli Usa è diminuito del 72,5 per cento nell’ultimo mezzo secolo — siamo infatti passati dalle 181.421 del 1965 (cifra massima raggiunta) alle quasi cinquantamila di oggi (di cui solo il 9 per cento ha meno di 60 anni) — «molte donne cattoliche americane sono ancora attratte dalla vita religiosa. In questo momento, sono circa 1200 le donne che si stanno formando, numero che comprende 150 donne in monasteri contemplativi e circa 1050 che si preparano a essere sorelle». Non solo: un recente studio condotto dal Centro per la ricerca applicata all’apostolato (Cara) della Georgetown University attesta che circa l’8 per cento delle nubili nate dopo il 1981 ha considerato almeno un po’ l’opzione della vita religiosa, e di questo il 2 per cento «molto seriamente», il che si traduce in ben 250.ooo donne nubili interessate a questo percorso. Sicché, nonostante il calo subito, la vita religiosa ha ottime possibilità di sopravvivenza, anche se con un minor numero di sorelle e in forme diverse, ma senza bisogno di perdere la propria identità, come tanti vaticinano. «Alcuni già vedono segni di speranza, soprattutto nella generazione più giovane che sta portando nuova energia e nuovo ottimismo». Il primo passo per cercare di comprendere la realtà odierna è quello di rendersi conto che il percorso vocazionale è molto diverso rispetto alle generazioni passate. Se allora le donne erano orientate alla scelta in base alle insegnanti che avevano avuto nelle scuole cattoliche, oggi questa trasmissione non esiste più, soppiantata (per esempio) dal ricorso ai nuovi media e alla rete, dove è possibile trovare programmi di discernimento e altre simili opportunità per conoscere le congregazioni. Del resto, chi entra oggi nella vita religiosa è generalmente più adulto e più istruito rispetto alle generazioni precedenti.

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11 dicembre 2019

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