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Ottanta milioni di poveri in meno

· L’obiettivo fissato per il 2015 dal fondo internazionale delle Nazioni Unite per lo sviluppo rurale ·

Il fondo internazionale delle Nazioni Unite per lo sviluppo agricolo (Ifad)  punta a far emergere dalla miseria ottanta  milioni di persone entro il 2015, secondo quanto ha dichiarato ieri il suo presidente,  Kanayo Nwanze, aprendo a Roma la riunione annuale del consiglio dei governatori.  Il presidente dell’Ifad, riconfermato per un secondo  quadriennio,  ha anche esortato i Paesi aderenti a lavorare insieme per «rendere le aree rurali un motore di crescita, fornendo cibo, posti di lavoro e un reddito decente a tre miliardi di donne e uomini nei Paesi in via di sviluppo».

Punti chiave per lo sviluppo economico rurale sono,  secondo Nwanze, le nuove generazioni rurali e  la resistenza ai  cambiamenti climatici. «Le aree rurali attive possono assicurare un flusso dinamico di benefici economici tra le  zone rurali e quelle urbane così che le Nazioni possano godere di uno sviluppo bilanciato e sostenibile», ha detto  Nwanze. In merito ai cambiamenti climatici, Nwanze  ha ricordato l’importanza di un’azione immediata perché  «il modo in cui rispondiamo alle sfide di oggi determinerà non solo  il sistema alimentare del futuro, ma anche la salute degli  ecosistemi e la distribuzione della popolazione mondiale».

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27 maggio 2019

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