Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ostaggi della guerra

· ​Duecentomila persone in condizioni critiche nella città yemenita di Taiz ·

Sempre più drammatica la situazione umanitaria nello Yemen. Non conoscono tregua i combattimenti tra le forze leali al presidente eletto Abd Rabbo Mansour Hadi e i ribelli huthi. A Taiz, la terza più grande città del Paese, oltre 200.000 persone sono a corto di acqua, cibo e forniture mediche. 

Una bambina yemenita  fa provvista di acqua (Ap)

Dallo scorso marzo, i combattimenti nello Yemen hanno ucciso — secondo stime delle Nazioni Unite – almeno 2.500 civili, tra cui più di 500 bambini e creato 2,3 milioni di sfollati. La battaglia di Taiz per il controllo della strategica regione con accesso sul Mare Rosso ha provocato nelle ultime 24 ore almeno 25 morti. Le Nazioni Unite — che stanno cercando di portare al tavolo delle trattative le fazioni in lotta — hanno deplorato il fatto che gli abitanti di Taiz vengono troppo spesso coinvolti nei combattimenti e ne subiscono le conseguenze. L’Onu accusa infatti i ribelli huthi di «bloccare la via degli approvvigionamenti e di continuare a impedire le forniture salvavita di carburante, cibo e medicinali» di cui gli abitanti hanno un urgente bisogno. A pagare il prezzo più alto sono, come sempre, i bambini: quasi tutti i luoghi di ritrovo e gli ospedali sono stati distrutti. Negli ultimi sei mesi, è più che raddoppiato il numero dei bambini che non vanno a scuola. Una scuola su quattro ha chiuso mentre la parte restante è stata danneggiata o è diventata un rifugio per gli sfollati.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE