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Ortega apre al dialogo con l’Onu e con i vescovi

· In un’intervista il presidente nicaraguense nega i bilanci delle vittime delle proteste e accusa le ong ·

Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha annunciato di essersi messo in contatto con il segretario generale dell'Onu, António Guterres, con organismi internazionali e con il cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, per «rafforzare la commissione di dialogo» e poter così «ottenere buoni risultati» nella soluzione della crisi che attraversa il paese.

Un dimostrante antigovernativo durante una marcia nella città di León (Afp)

L’annuncio è stato fatto in un’intervista alla Cnn, nella quale il presidente ammette per la prima volta che 195 persone sono morte dall’inizio della crisi, lo scorso 18 aprile. Ortega ha affermato che il bilancio delle vittime fornito dalle agenzie umanitarie, che parla di più di 400 morti, non è reale. «Questi dati, che vengono gestiti attraverso alcune ong e dalla commissione interamericana dei diritti umani, non sono stati depurati. Sono semplicemente denunce ricevute che si continuano ad aggiungere al bilancio delle morti senza verificarle» ha detto Ortega. «I dati che abbiamo, e non sono piccoli, parlano di 195 vittime» ha sottolineato il settantaduenne presidente, che ha attribuito le vittime «a scontri tra forze governative e manifestanti».

Il presidente, le cui dimissioni sono chieste con forza dall’opposizione, ha escluso un referendum per sapere se la popolazione sia favorevole o meno a elezioni anticipate, «perché sarebbe molto costoso». Ha proposto invece di «creare le condizioni per rafforzare il dialogo nazionale». Va ricordato che il dialogo nazionale è stato sospeso in seguito alle numerose aggressioni ai vescovi, che si erano offerti — e continuano ancora oggi a offrirsi — quali mediatori nel confronto tra opposizione e governo. Ortega stesso poche settimane fa aveva accusato i vescovi di essere «golpisti».

Intanto, le violenze nel paese non conoscono tregua. Marce di protesta e disordini si sono registrati anche ieri. E sempre ieri l’Onu ha reso noto che, tra le tante conseguenze della crisi, c’è soprattutto l’emergenza profughi. Negli ultimi mesi 23.000 persone hanno cercato asilo in Costa Rica, ha riferito il portavoce dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), William Spindler, durante una conferenza stampa a Ginevra.

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